di Andrea Bassi

Forse siete uno di quelli cui sembrerà incredibilmente rivelatorio sapere che il nome di Gianfranco Fini può essere anagrammato in “cigni fanfaroni”, quello di Massimo D’Alema in “mossi male dama”, mentre Silvio Berlusconi ha in sé “sono virus bellici” e Antonio Di Pietro cela invece “io opto tirannide”. Oppure non potete proprio vivere senza sapere che la parola “Scialla”, ora tanto in voga tra i giovani, è una “espressione tribale neofolk in uso tra personaggi con tendenze (anche inconsce) tamarre e vagamente neohippie” e che “in genere questi individui hanno ascoltato i Doors intorno ai 13 –14 anni, sono andati almeno ad un raduno afro nella loro vita e di quando in quando si fumano le porre.” Magari non vi interessa. Al contrario, il Web vi darà pane per i vostri denti.

Gli amanti degli anagrammi, per esempio, possono divertirsi a scoprire quante parole di senso compiuto sono nascoste nel loro nome facendosi aiutare, nel gioco combinatorio di permutazione delle lettere, da uno dei Motori Anagrammatici presenti in Rete. Il Manuale di Lingua e Mitologia Urbana è invece un sito che per definizione si occupa di linguaggi e cultura giovanile. Aperto  alla collaborazione del pubblico ed in continuo arricchimento, nel suo manifesto si legge che: “Ognuno può sostenere ciò che gli pare, purché lo sostenga con giustezza” Qui si può trovare non solo la puntuale definizione di termini gergali come “azzizzarsi”, “rappuso” e “tunzettaro”, ma anche neologismi esterofili come “skillato”, “punk-a-fashion” e “kawaii”.

Nel Dimenticatoio, sito dedicato alla nostalgia degli anni ’70 e ’80, si possono trovare, tra le tante voci, (in)utili notizie sull’oggettistica più marginale di quei decenni, come per esempio i palloni Santos e Supersantos, le penne a quattro colori, la cintura porta-Billy e addirittura lo Slaim coi vermi. Infine la Nonciclopedia, concepita come una parodia di Wikipedia, si definisce “l’Enciclopedia libera da qualsiasi contenuto”. E’ invece un sito talmente pieno di spunti di comicità, di grottesco e ironia surreale che, piuttosto che stare a parlarne, conviene farci un giro. Fosse anche solo sulla pagina per l’inserimento di nuovi articoli.

Insomma, ce n’è davvero per tutti i gusti. Basta avere un po’ di tempo da perdere. O, al contrario, da impiegare per una sana ricreazione creativa...