di Carola Frediani

Cinque anni e sentirli tutti. Soprattutto vederli, in fila, fotogramma dopo fotogramma, in un serpentone infinito, equivalente a 1700 anni di video. Perché cinque anni per il web sono epoche storiche diverse. Ma nel caso di un sito come YouTube – che celebra un quinquennio di vita il 23 aprile – si tratta di ere geologiche. Tutto è iniziato nella primavera del 2005, con un videoclip di 19 secondi, piuttosto insulso per la verità: Jawed Karim, uno dei cofondatori del sito allora appena creato, che parla davanti a una gabbia di elefanti. Ma non era il contenuto specifico a importare bensì lo strumento e le sue potenzialità. Chad Hurley, Steve Chen e lo stesso Karim, colleghi a PayPal, ci avevano lavorato da mesi. Poco dopo raccoglievano i finanziamenti della Sequoia Capital e a dicembre dello stesso anno lanciavano ufficialmente il sito.

Da allora la sua ascesa è stata inarrestabile tanto che oggi ospita 120 milioni di video e 300 milioni di account. Un successo consacrato già nell’ottobre 2006, quando YouTube fu acquisito da Google per 1,65 miliardi di dollari. Tuttavia, più che i numeri, quello che impressiona è l’effetto della piattaforma sul resto della rete e sulla cultura popolare. Una rivoluzione. Che ha prodotto una valanga di clip assurde, grottesche o divertenti. Cannibalizzato la tv. Rifondato la comunicazione politica. Espanso il concetto di viralità al punto da renderla una categoria centrale del web. Ma soprattutto creato personaggi. Il suo funzionamento è così potente e imprevedibile da catapultare le persone alla ribalta in poche ore, scacciandole fuori dal cono d’ombra dell’anonimato. Si pensi a Susan Boyle, la cantante del talent show britannico. O alla serie di video intitolati Where The Hell Is Matt? (Dove diavolo è Matt?), che mostrano un giovane intento a ballare in modo buffo nei posti più disparati. YouTube ha inventato un nuovo tipo di celebrità, sfilandosi sia dai percorsi dello star system sia dai binari della tv.

Il Guardian ha selezionato dieci video/personaggi tra quelli che hanno spopolato negli anni passati. E che sono riusciti a far fruttare il proprio successo virale. Una di queste è Amber Lee Ettinger, nota come Obama Girl: il video in cui canta di avere una cotta per l’allora candidato alla Casa Bianca Obama è stata una hit folgorante. Il giorno dopo la sua messa online, la Ettinger è stata tempestata dalle telefonate di testate e network televisivi. Oppure Trish Sie che, invece, è diventata famosa per aver girato un video, OK Go, uno stralunato balletto sui treadmill della palestra. Da allora è stata ingaggiata per varie produzioni.

O Justin Sandercoe, che ha conquistato il pubblico online con le sue lezioni di chitarra, che gli rendono un discreto stipendio grazie ai soli contributi volontari. E anche Dammy MacSkill, che ha iniziato a girare il mondo, lasciando un lavoretto in un negozio di bici, dopo che le sue evoluzioni sulle due ruote sono state riprese pure dalla Bbc. Mentre Peter Oakley è riuscito a diventare una stella della rete alla veneranda età di 82 anni. Con capriole, canti, performance? No; semplicemente, con le sue conversazioni.

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