di Floriana Ferrando

Che la privacy su Facebook praticamente non esista, fra impostazioni ambigue a tutela dei propri dati e molteplici strade per aggirarle, è cosa risaputa e più volte discussa. Ora però qualcosa potrebbe cambiare. E non solo in virtù degli ultimi ripensamenti di Mark Zuckerberg, fondatore del social network, che ammette gli “errori” commessi. Ad aiutarci a conservare un po' di riservatezza arriva infatti ReclaimPrivacy, uno strumento semplice ed efficace per salvaguardare un po' intimità nella giungla virtuale.

ReclaimPrivacy è, tecnicamente, uno script open source, un programmino che permette di analizzare la  privacy del nostro profilo. Il procedimento è semplice: basta collegarsi al sito e trascinare il link “Scan for privacy” fra i segnalibri del browser. Basterà poi collegarsi al social-network e con un click il gioco è fatto: lo scanner ci dirà quali azioni dobbiamo compiere per rimanere nell’anonimato e cosa fare perché la privacy venga rispettata online. Un aiuto benvenuto. Solo poco tempo fa Mark Zuckerberg aveva annunciato delle modifiche su questo aspetto promettendo che da quel momento saremmo stati davvero tutelati. Non è andata proprio così. Il procedimento previsto dal social newtork si è rivelato poco intuitivo, considerando che su Facebook si trova gente di tutti i tipi, dai perfetti smanettoni a quelli che invece con la tecnologia hanno poco a che fare.

Ora con ReclaimPrivacy chiunque è in grado di capire quali contenuti sono pubblici e cosa invece è visibile solo a qualcuno. Anche chi con la tecnologia non ci azzecca proprio: una volta avviato, basteranno pochi secondi per permettere allo scanner di passare al setaccio ben sei aree di interesse, dalle informazioni personali alle impostazioni dell’account che influenzano ciò che i nostri amici potrebbero per sbaglio condividere su di noi a nostra insaputa.

Per ogni area emergerà un risultato, proprio come un semaforo: verde se il livello di riservatezza è buono, giallo per indicare di avere prudenza nel pubblicare i contenuti e rosso quando lo stato è insicuro. In questo caso lo strumento fornirà i passaggi specifici per risolvere il problema in modo da non dover perdere tempo a cercare la giusta opzione.
E per coloro a cui ReclaimPrivacy sembra una misura esagerata c'è sempre Openbook, un motore di ricerca nato appositamente per dimostrare che la privacy su Facebook lascia parecchio a desiderare. Siamo pronti a scommetterci: una volta scoperto con quale semplicità Openbook scova le informazioni degli utenti iscritti a Facebook, ReclaimPrivacy sarà preso d’assalto.