di Camilla Sernagiotto

Se fino a qualche anno fa il bricolage era per lo più confinato al mobilio di casa o al giardinaggio, oggi i tempi sono cambiati: il fai-da-te più in voga non si svolge più in garage né en plein air, ma davanti allo schermo del proprio PC.

La filosofia del do-it-yourself affascina i videogiocatori da quasi tre decenni, ma l’apice del successo è stato toccato con LittleBigPlanet, videogioco a piattaforme sviluppato per PlayStation 3 che ha raggiunto il record degli oltre 2 milioni di livelli creati dagli utenti.

Si tratta di un builder o construction kit, riutilizzando la terminologia con cui una volta venivano chiamati i giochi che permettevano al fruitore di costruire altri giochi; non una novità assoluta, dunque, se si pensa che l’archetipo del filone risale al lontano 1983, anno in cui uscì Pinball Construction Set, un programma di simulazione di Flipper a 2 dimensioni che per la prima volta permise ai non esperti di programmazione di crearsi il proprio personal flipper.

Successivamente il principio del construction set si estese ad altri generi, tra cui quello dei giochi di avventura (con l’ACS - Adventure Construction Set, uscito nel 1985) e quello dei videogame di guida (con Racing Desctruction Set, sempre nel 1985) fino ad arrivare al SEUCK – Shoot'Em-Up Construction Kit del 1987, un tool di sviluppo per Commodore 64, Amiga e Atari ST per realizzare sparatutto domestici.

Dagli Anni Ottanta fino ai giorni nostri decine di applicazioni finalizzate all’autoproduzione di qualsiasi tipo di videogioco (dai giochi di ruolo in 3D alle avventure a tematica militare) hanno avuto un enorme successo, nonostante fossero per lo più riservate ad un pubblico di nicchia così come i mod, ossia le modifiche ai videogame sia amatoriali sia professionali che spesso sfociano in giochi totalmente nuovi (basti pensare a Counter-Strike, lo sparatutto in multiplayer nato dalle modifiche del gioco Half-Life,  oppure a Team Fortress, mod multiplayer  per lo sparatutto in prima persona Quake).

La vera e propria rivoluzione arrivò con gli eredi più accessibili del PCS e del SEUCK: dal videogioco arcade Trackmania a quello di strategia in tempo reale Stronghold fino ad arrivare alla modalità Forge di Halo 3, al World Builder di Civilization IV e addirittura al giapponese LocoRoco, tutto cambiò con l’arrivo dei giochi che integrano editor di livelli.

Eppure una seconda rivoluzione, esplosa nel 2008, riuscì a rinnovare ulteriormente il mondo dei games, con un’arma segreta che è passata alla storia con il nome di LittleBigPlanet: un platform che include un “creatore di mondi” provvisto di un’interfaccia facilissimo e comprensibile per chiunque, oltre a uno standard di personalizzazione mai toccato prima di allora.

Ma non è tutto: i livelli costruiti possono essere condivisi online con tutti gli altri giocatori, opzione che ha decretato l’enorme successo del gioco con ben due milioni di livelli generati dagli utenti.

Atteso per la fine del 2010, il secondo capitolo di LittleBigPlanet non sarà un solo un "platform game",  ma una vera e propria "platform for games", come ha annunciato il team di sviluppo MediaMolecule: non semplici livelli, bensì interi giochi di tutti i tipi sono quelli che potranno essere prodotti attraverso i tool a disposizione.

Una vera e propria guerriglia armata di joystick e joypad!