di Angela Vitaliano

Viaggiare in aereo? Niente di più difficile, con i tempi che corrono… Prima di salire a bordo, diventa sempre più complicato preparare la valigia (soprattutto il bagaglio a mano), scegliere i vestiti (scartando possibilmente tutto ciò che abbia una fibbia o simile), assicurarsi che i calzini non siano bucati (tanto per evitarci una figuraccia quando è il momento di togliersi le scarpe). Ad aggravare la situazione ora ci si mettono anche gli scanner al controllo di sicurezza, accusati di "mettere a nudo" (nel vero senso della parola) ogni minimo dettaglio del nostro corpo.

Oltre che negli Stati Uniti e in Germania, i body-scanner sono in via di sperimentazione anche in quattro aeroporti italiani: Roma Fiumicino, Milano Malpensa, Venezia Tessera, Falcone e Borsellino di Palermo. Per quanto le autorità continuino a tranquillizzare i passeggeri (nessun particolare anatomico sarà visibile), molti viaggiatori non si fidano e non vogliono proprio correre il rischio di mostrarsi "come mamma ti ha fatto" a perfetti sconosciuti. Se c'è un problema, però, esiste immediatamente anche un "genio" pronto a risolverlo. Così l'imprenditore Michael Longo di Las Vegas ha subito messo in circolazione Flying Pasties, una serie di adesivi da volo, da sistemare sui capezzoli e sulle parti intime per salvare un po' di quella privacy violata dagli scanner.

Gli sticker sono riutilizzabili, si appiccicano senza necessità di collanti ed esibiscono diversi messaggi e figure, spesso ironici. C'è, ad esempio, la versione che mette in guardia dicendo "Solo mio marito può vedermi nuda" o un'altra con il simbolo del divieto. Gli adesivi richiamano quelli tipici usati durante gli striptease (dove altro poteva nascere il prodotto se non a Las Vegas?): esistono sia in versione femminile che maschile e possono essere acquistati per poco meno di 20 dollari. Il prodotto, di cui già si parla molto, solleva anche molti dubbi da parte di alcuni osservatori. Ci si chiede, infatti, come reagiranno gli addetti alla sicurezza trovandosi di fronte a questi "oggetti imprevisti": nella migliore delle ipotesi al viaggiatore verrà chiesto di liberarsi degli adesivi per poterli analizzare e assicurarsi dall'assenza di materiale esplosivo all'interno. Perplessità anche sul materiale usato: finora la casa produttrice non ha rilasciato dettagli, limitandosi a dire che gli adesivi sono stati creati in modo tale da poter essere rimossi facilmente.

In definitiva, la scelta come sempre spetta al povero viaggiatore che non può far altro che accettare l'idea di mostrarsi nudo negli aeroporti di mezzo mondo o provare ad usare i nuovi adesivi salva-privacy con il rischio, ancora più imbarazzante, di essere costretti a mettere una mano nei pantaloni per tirarli fuori e mostrare l'oggetto della discordia: un cerotto tondo con su scritto "Privacy", di chi poi non importa.