di Maria Cecilia Averame

'Google è tuo amico': fino a qualche anno fa questa frase veniva scherzosamente scritta a chi, in rete, cercasse informazioni di cui nessuno sapeva niente. Manoscritti aramaici, bibliografie di politica economica, informazioni su particolari ricette culinarie indiane. Se c'è qualcosa che interessa in rete, Google la trova. Ma ultimamente sono in molti a porsi dei dubbi sul disinteresse di questa amicizia. Google cresce quotidianamente e sono sempre di più i dati personali inconsapevolmente affidati alla società di Montain View. Non solo chiavi di ricerca, ma la posta personale, gli appuntamenti, foto, statistiche dei propri siti, documenti di lavoro, libri letti... Google sa di noi molto più di quello che pensiamo.

Per segnalare questo pericolo, durante la F*cking google week organizzata a Berlino dal Free Art & Technology, è stato presentato Google Alarm (http://jamiedubs.com/googlealarm/), un semplice plugin che manda un avvertimento sonoro ogni volta che, navigando in rete, si finisce su un sito monitorato o legato a Google. Il plugin è disponibile per Firefox e anche per Chrome, il web browser creato da Google stesso. Dopo l'installazione sarà difficile non sentire l'allarme politonale del plugin: che sia il motore di ricerca o i video di Youtube, gli Ad-sense o il gestore di statistiche Analytics, è impossibile navigare senza incappare in qualche tentacolo della piovra informativa di Google. Lo scopo del creatore del plugin Jamie Wilkinson è proprio quello di mostrare il pericolo insito nel mettere in mano ad un unica azienda una mole di dati sensibili e informativi così ampia e in maniera così trasparente.

Google offre servizi di grande potenza senza richiedere compensi, ma in cambio 'succhia' le informazioni dell'utente stesso. Il dibattito su questo baratto implicito tra utente e Google è vivo anche in Italia e ne discutono ad esempio gli Eretici Digitali Massimo Russo e Vittorio Zambardino che hanno dato vita ad una riflessione ad ampio respiro che si è concretizzata in un libro . Oltre ai pericoli relativi alla gestione dei dati personali, gli autori si interrogano sull'altro lato della medaglia: se si naviga principalmente attraverso il motore di ricerca di Google, potrebbe questo decidere che qualcuno non debba essere trovato? Google può rendere visibili in tutto il mondo, ma può anche nascondere con un cattivo posizionamento del suo motore di ricerca: e nessuno - tranne Google - è a conoscenza di come funzioni l'algoritmo che regola questo motore così importante per i cittadini digitali. È rischioso lasciare in mano ad una sola azienda il potere di esistere e non esistere in rete? Tra incubi da Grande Fratello e navigazioni intelligenti, quello che si può fare è installare il Google-alarm, stando attenti a non confonderlo con le vuvuzelas del vicino di casa.

Google Alarm: Il video di presentazione

Google Alarm from Jamie Dubs on Vimeo.