di Nicola Bruno

Guerra fredda. Un membro dell’unità speciale della CIA “Black Ops” deve portare a termine una serie di operazioni top-secret in Russia, Vietnam, Cuba e l’Artico. E’ un po’ agente infiltrato, un po’ soldato dal grilletto facile. Nelle sue scorribande per il mondo impugna coltelli balistici, mitragliette e balestre lanciarazzi. Passa da un elicottero a una base missilistica, dal fango della giungla vietnamita alle vette ghiacciate degli Urali. Ha molti nemici, ma un solo scopo: bloccare l’avanzata del comunismo nel mondo.

Per Black Ops, il settimo capitolo della saga Call of Duty, la casa produttrice Treyarch ha (finalmente - a detta di molti appassionati) abbandonato la Seconda Guerra Mondiale. E ha ricreato uno scenario da guerra dietro le quinte ambientato negli intricati anni ‘60-‘80, tra missioni impossibili (come l’invasione della Baia dei Porci), operazioni sospette (l’occupazione dell’Ambasciata iraniana di Londra) e scandali politici (Watergate).

Come nella tradizione di Treyarch (che ha già curato altri due capitoli della saga), anche qui si raggiungeranno picchi di violenza elevati. Quando ci si troverà di fronte a un nemico si potrà scegliere il livello di crudeltà preferito: incenerirlo al volo, amputargli gli arti oppure lanciarsi nel corpo a corpo e farlo fuori con un coltello piantato in testa?

Se per l’uscita ufficiale bisognerà aspettare il 9 Novembre 2010 (quando sbarcherà nei negozi di tutto il mondo in versione Xbox, Playstation, Wii e Pc), nel frattempo i fan di Call of Duty possono godersi gli spettacolari trailer che stanno circolando online: da quello ufficiale alla versione con Enimen remixato per arrivare al teaser dell’attesissima versione multiplayer.

Anche per questa puntata la grafica si annuncia super-cinematica, grazie alla sperimentazione di una tecnologia “motion capture” simile a quella utilizzata da James Cameron in Avatar. Le espressioni del viso dei protagonisti saranno riprodotte con estremo realismo e, per la prima volta, tutti i personaggi potranno parlare durante le missioni.

Per quanto i confini tra cinema e videogiochi vadano sempre più assottigliandosi, Black Ops conserverà intatta la prospettiva di sparatutto in “prima persona”, che ha portato Call of Duty a diventare la più popolare saga videoludica. E non solo.

Con 550 milioni di dollari incassati nei primi cinque giorni di uscita, il precedente capitolo Modern Warfare 2 ha battuto ogni record dell’industria dell’intrattenimento (incluso cinema, musica e libri). Le performance di Black Ops si annunciano altrettanto promettenti: secondo le prime analisi di mercato basate sui pre-ordini, il nuovo capitolo riuscirà addirittura a battere il precedente record. E’ per questo che la casa di distribuzione Activision Blizzard sta investendo da mesi in una poderosa campagna di marketing, che prevede il lancio di una Prestige Edition con tanto di veicolo di sorveglianza telecomandato che aiuta i protagonisti durante le missioni.

Chissà se anche in questo caso scoppieranno le stesse polemiche che hanno accompagnato il lancio di Modern Warfare 2. Lo scorso anno vennero duramente criticate le scene in cui si poteva torturare i nemici con scariche elettriche. Mentre una scena in cui si sparava sui civili indifesi di un aeroporto russo spinse il Cremlino a ritirare tutte le copie dal mercato. Nel mondo dei videogiochi, la Guerra Fredda non è ancora finita.