di Marco Agustoni

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Perché limitarsi a parlare di “sindrome di Napoleone”? Da quando nel 1991 Sid Meier ha creato l’ormai leggendaria serie di giochi strategici a turni Civilization, i megalomani di tutto il mondo possono concedersi anche una “sindrome di Cesare”, una “sindrome di George Washington” e una “sindrome di Gengis Khan”. Ora, con il quinto capitolo in uscita per pc il 24 settembre, sarà nuovamente possibile indossare i panni dei più grandi condottieri dell’umanità e guidare la propria civiltà – romana, azteca o zulu che sia – attraverso le principali tappe della Storia.

Nella struttura di base, Civilization V assomiglierà ai suoi predecessori. Ancora una volta, a partire da una semplice unità di coloni, il giocatore dovrà costruire una dopo l’altra le città del proprio impero, costruire un esercito in grado di difenderlo, sviluppare saperi e tecnologie, commerciare e intrattenere rapporti più o meno diplomatici con le altre civiltà. Fino a primeggiare in un modo o nell’altro (tra le vittorie previste, ad esempio, ci sono quella militare, quella scientifica e quella culturale) su tutti gli altri. Ma ci saranno anche alcune sostanziali differenze.

Tra le novità messe in campo, oltre alla rinnovata interfaccia grafica, le più evidenti riguardano il sistema di movimento e di combattimento. La griglia di gioco non è più divisa in quadrati, bensì in esagoni, il che rende più complessa ma più accurata l’esplorazione del territorio e la pianificazione del sistema stradale. Inoltre, su una casella di gioco può ora rimanere un’unica unità militare, impedendo così di avanzare per “battaglioni” e costringendo a strategie più accorte nel muovere guerra a una città avversaria. Dal punto di vista politico, la differenza di maggior rilievo è l’introduzione delle città-stato, unità cittadine autosufficienti con cui intrattenere rapporti commerciali e, a scelta, da difendere o conquistare (tenendo conto, però, che quest’ultima opzione potrebbe rovinare la nostra reputazione presso tutte le altre città-stato).

Mentre il sistema di ricerca è rimasto simile a quello dei precedenti episodi, da un punto di vista dell’organizzazione del proprio impero sarà possibile scegliere, oltre che tra le varie forme di governo, tra differenti “politiche sociali”, ognuna con effetti e vantaggi differenti: tra queste, a titolo esemplificativo, Tradizione, Onore, Razionalismo e Autocrazia. Ai giocatori saranno concesse ampie possibilità di customizzazione di gioco, a partire ovviamente dalle mappe. Insomma, imbraciate il vostro Scettro del Comando e preparatevi a combattere per la Gloria o a essere schiacciati dal peso della Storia: che la partita abbia inizio.

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