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di Federico Ercole


Zombi che corrono e caracollano, altri che sputano acido, giganti armati di utensili rudimentali e animali come grizzly e puma che diventano, nella loro trasformazione in bestie putrescenti, creature ancora più letali. Sono questi i poco amichevoli nemici che il pistolero John Marston, protagonista di Red Dead Redemption, si troverà ad affrontare in Undead Nightmare, ultimo episodio del videogame prodotto da Rockstar Game. La data di rilascio non è ancora stata fissata (Halloween?), si sa però che il gioco sarà scaricabile su Xbox live e Playstation Network e che, per motivi che la Rockstar non ha ancora rivelato, le terre di confine saranno invase da eserciti di morti viventi di ogni tipologia.

Vedendo i primi screenshot e guardando i trailer è evidente che la nuova rilettura horror del gioco ha mutato i colori del west trasformando la luce accecante del deserto in una tavolozza cromatica composta di tinte sombre e acide davvero malata, dove ogni ombra nasconde minacce ansiose di divorarci. Gli zombi sciamano in massa e dovremo utilizzare decine di proiettili per fermarli e, soprattutto, mirare alla testa, l'unico vero punto debole delle creature. Se nel gioco di base c'erano interi villaggi e miniere abbandonate trasformate in covi di banditi da "bonificare", in Undead Nightmare ci saranno invece tetri cimiteri pullulanti di feroci morti viventi e solo eliminandoli tutti si potrà liberare il cielo sovrastante dalle nubi nere che lo opprimono.

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Red Dead Redemption mischia i due generi per eccellenza del cinema americano, horror e western, in una chimera video ludica che promette ore di brividi. Recentemente anche il regista George A. Romero de La Notte dei Morti Viventi, l'inventore degli zombi "moderni", ha girato un film su questi mostri carnivori che miscela l'horror con il western: Survival Of The Dead, ancora inedito in Italia.

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Con Undead Nightmare non ci limiteremo a guardare con le mani in mano ma ad agire con le dita sul joypad e come cowboy virtuali questa volta cavalcheremo verso un orrendo crepuscolo anziché verso un fiammeggiante tramonto, dimostrando che tra horror e western, due generi che possono sembrare così distanti, c'è invece una fratellanza. D'altronde quando Edgar Allan Poe scriveva i suoi orrori gotici, nel selvaggio occidente dell'America stava cominciando l'epopea dei cowboys.