di Floriana Ferrando

Tre giovani universitari immersi nella movida milanese e uno spietato serial-killer. In comune solo il social-network frequentato dai ragazzi, lo stesso usato dall’assassino per scegliere le sue vittime. È la trama di Social Killer, il romanzo di Vito Di Bari, noto blogger e futurologo che vive fra Milano e Miami, uscito nei giorni scorsi. Non si tratta del solito giallo da acquistare in libreria, ma, a detta dell’autore, del primo romanzo multipiattaforma del mondo.

Cellulare, Internet e Facebook: si troveranno qui le pagine (virtuali) del thriller che aspira a tenerci con il fiato sospeso fino all’ultimo capitolo. Basta avere un iPhone, un iPod Touch o essere un utente Vodafone e ogni giorno, per 108 giorni, si potrà scaricare un nuovo paragrafo del racconto. Il tutto gratis (salvo, ovviamente, i costi di connessione).

Dunque dopo i libri digitali e i vook, testi che contengono link a clip pubblicate online, arriva il ceilleuton, come l’autore stesso lo definisce: un racconto a puntate (da feuilleton) per cellulare. Ma non è finita qui. Dopo aver scaricato l’applicazione (da iTunes Store o, per gli utenti Vodafone, inviando al 4887700 un SMS con la parola KILLER), si inizierà a rimbalzare da una piattaforma all’altra: sul tetefonino per leggere i nuovi capitoli, sul sito dedicato a caccia di tracce e indizi, e su Facebook per chiacchierare con i personaggi della storia.

Un modello editoriale innovativo e al passo con i tempi quello creato da Di Bari ma non una novità assoluta. Già Metro 2033, il thriller scaricato da oltre 2 milioni di russi diventato poi un videogame e un libro stampato, o i keitai shosetsu, i romanzi per cellulare che impazzano in Giappone, avevano dato un esempio di letteratura 2.0. Ma in Social Killer c’è qualcosa di più: l’autore ha saputo dar vita ad una forma di interazione fra testo e lettore dove  realtà e finzione finiscono per mischiarsi fino quasi a confondersi.

Ecco così apparire su Facebook Deborah , Marco e Chiara, i ragazzi scelti dall’autore per vestire i panni dei protagonisti del romanzo: “Quante volte, leggendo un libro, ci siamo ritrovati a parlare con il libro muto – scrive l’autore sul suo blog – rivolgendoci al personaggio della storia? Ovvio che in Facebook non si parlerà con i veri personaggi ma ho cercato (e trovato) tre ragazzi che in situazioni assimilabili potrebbero provare emozioni simili”. Dunque, non solo primo romanzo multipiattaforma al mondo, ma un esempio italiano di Alternate Reality Game, quelle forme narrative che provano a collegare Internet e il mondo reale in un complesso meccanismo di rimandi reciproci.



Social Killer: guarda il trailer