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di Federico Ercole


Kratos, il protagonista della serie God of War,  è uno dei personaggi più tragici della storia dei videogiochi e di tutta l’arte popolare. Attraverso quattro giochi, due per Playstation 2, uno per la 3 e uno per PSP, siamo scesi nel profondo della personalità semi-divina, tormentata da sensi di colpi e agitata dalla furia indomabile, di questo super-spartano che diventa il dio della guerra massacrando Ares ma che porta sulla sua pelle le ceneri della moglie e della figlia da lui uccise a causa di un crudele inganno.

Sebbene la sua storia sia ufficialmente terminata con God of War 3 sta per uscire Ghost of Sparta, un nuovo episodio per PSP che si ambienta tra il primo e il secondo. Visivamente la nuova puntata è impressionante, non si è mai visto su una console portatile un gioco con una grafica così spettacolare (qui il trailer). Cominciamo ad Atlantide, su una nave bersagliata da una pioggia violentissima mentre ci attaccano i Tritoni e Scilla, un mostro immenso, ci assale con fauci colossali e tentacoli serpentiformi. Finiamo, mentre l’isola leggendaria sprofonda, nel profondo di un vulcano subacqueo per poi spuntare fuori a Creta flagellata dai lapilli. Ogni scenario possiede un titanismo sfrenato, territorio ideale per sfogare l’ira di Kratos verso scheletri animati, ciclopi, lupi-cadavere, meduse pietrificanti, minotauri.

Ma non si tratta solo di decimare creature leggendarie note e meno note: God of  War è sempre stato un gioco d’avventura e d’azione insieme, così esploriamo inerpicandoci su rocce fiammeggianti abitate da ragni-granchio, nuotiamo in laghi di sangue con i cadaveri che vi affondano lentamente, visitiamo templi più antichi dell’essere umano. Frattanto risolviamo qualche enigma.

L’intreccio di questo episodio ha origine da una vicenda della saga a cui si faceva riferimento in uno dei materiali speciali sbloccabili alla fine del primo episodio e che, conclusa la serie, sembrava essere stato dimenticato: l’esistenza di un fratello di Kratos chiamato Deimos. Probabilmente, considerando il finale del terzo episodio, dove anche questo violentissimo e traumatizzato anti-eroe trova una sua redenzione e un anelito di tenerezza, quest’avventura per PSP sarà l’ultima in cui avremo occasione di muoverne le armi devastanti. Ma non si sa mai. L’oltretomba è sempre stata una strada a doppio senso per tipi come Kratos.

Ghost of Sparta è stato sviluppato da Ready at Dawn, un team americano fondato da un italiano, Andrea Pessino, che oltre ad essere un game designer è un musicista diplomato nei conservatori del nostro paese. È un appassionato delle opere di Verdi, e qualcosa della potenza melodrammatica di quel teatro fatto di parole e suoni è finito anche in quest’ultima tragedia elettronica di Kratos.