di Angela Vitaliano

Un messaggio romantico via Facebook all’ex fidanzata del liceo, un proclama di odio al proprio capo su Twitter, il video di una festa un po’ troppo “selvaggia” su YouTube o quella foto leggermente osé su Flickr. Può succedere. Soprattutto la sera tardi, magari dopo qualche bicchiere di troppo, quando l’immediatezza dei media sociali ci frega e la figuraccia di cui ci pentiremo il mattino dopo è in agguato. Come dice un detto dell'era digitale: “Niente di buono accade on line dopo l’una di notte”.

Proprio da questa constatazione è partita l'azienda di sicurezza informatica Webroot, che ha realizzato il Social Media Sobriety Test. Si tratta di un programma che permette, in tre semplici passi, di stare alla larga dalle conseguenze imbarazzanti derivanti dall’utilizzo dei social network quando si è alzato un po’ troppo il gomito o comunque non si è perfettamente in sé. L’idea è semplice: si scarica il programma, si risponde a un test, e se lo si supera si può accedere ai social network, altrimenti si va a nanna.

Social Media Sobriety Test, infatti, blocca la gran parte dei social network, da Facebook a MySpace, da Twitter a Flickr, fino a YouTube e Tumbir se l’utente non è in grado di dimostrare piena lucidità. Come ben spiegato nel tutorial della azienda su YouTube, l’intento del software è quello di evitare quei “post” che in piena notte, dopo che si è alzato il gomito, sembrano divertenti ma che, al mattino, ci farebbero vergognare di noi stessi o renderci conto di esserci ficcati in qualche bel ginepraio.

Sviluppato dall’agenzia 14Four, il programma richiede all’utente di scegliere un’ora a partire dalla quale far scattare il test di sobrietà per ottenere l’accesso ai social network. Fra le “prove” da superare, c'è quella che richiede di mantenere il cursore guidato dal mouse all’interno di un cerchietto rosso in movimento oppure quella, decisamente più complicata anche da sobri, di digitare le lettere dell’alfabeto al contrario. Molly Enkema, che ha lavorato al programma per la 14Four, spiega che tutto il processo, dalla discussione iniziale dell’idea alla sua realizzazione, ha richiesto quattro mesi e che presto il programma potrebbe essere realizzato anche in una versione per i dispositivi mobili.

L’idea prende spunto, in qualche modo, dalle funzioni già disponibili su Microsoft Outlook che consentono di mettere una mail “in deposito” per qualche minuto per darci l’opportunità di rivederla con calma così da essere sicuri che sia tutto giusto: mittente, contenuto e grammatica. Si può anche scegliere per quanto tempo si intende “trattenere” la posta prima che l’invio diventi effettivo. Un intervallo di almeno cinque minuti sembra quello più adatto per evitare spiacevoli conseguenze.

Ma anche Google aveva introdotto una funzionalità simile in Gmail. Si tratta di Mail Goggles, che al momento dell'invio, prima di fare effettivamente partire la mail, sottopone l'utente a una serie di quiz matematici per verificarne il grado di lucidità. Ed è già naturalmente impostato, manco a dirlo, nelle ore notturne dei weekend.