di Carola Frediani

A giudicare dai jeans, le magliette e le scarpe da ginnastica dei suoi informatici, Google non è esattamente sinonimo di moda, passerelle e prêt-à-porter. Ma a Mountain View sono bravi a trovare le cose, che si tratti di una e-mail sprofondata nella propria casella di posta o di una citazione sperduta nella periferia della blogosfera. Dunque, si sono chiesti gli ingegneri in t-shirt trasandate del motore di ricerca, perché non applicare gli algoritmi anche per scovare quelle scarpe col tacco a stiletto di quella particolare tonalità di fucsia che si sono tanto desiderate?

E infatti ieri la grande G ha lanciato Boutiques.com, un sito che aggrega negozi virtuali di vestiti e accessori per personalizzare il più possibile l'esperienza di shopping online. La piattaforma - limitata per ora agli acquirenti statunitensi e alla moda femminile - permette di cercare capi di vestiario, scarpe, borse, cappelli in base allo stile e al gusto di una particolare boutique, di uno stilista, o di una celebrità. Ma soprattutto in base alle proprie preferenze. Con la possibilità di essere rediretti sul sito del venditore e di acquistare il prodotto.

Ciò significa che è possibile filtrare le ricerche per genere, forma, fantasia, colore, taglia. Che si può navigare tra i vestiti, indicando quelli che si amano o quelli che si odiano, e nello specifico cosa piace o non piace di un capo: la forma, il colore, la marca, il prezzo. Si può decidere, alla Twitter, di seguire una data boutique virtuale, o di creare la propria e in tal caso accumulare eventuali "seguaci" (followers). Oppure scegliere di farsi ispirare da un vip, da uno stilista o da un blogger, e dunque dal guardaroba scelto da Emma Roberts, Tibi o Susybubble.

Oltre ai vestiti di una data boutique infatti se ne possono trovare decine di altri simili, scovati in questo caso dagli algoritmi del motore di ricerca. Con un livello di precisione niente affatto scontato, come sanno molte fashion victims frustrate dai siti di e-commerce che troppo spesso faticano a raccapezzarsi nelle query ultra-dettagliate degli utenti.

Boutiques.com utilizza invece una particolare tecnologia di ricerca visiva sviluppata da Like.com, un'azienda della Silicon Valley acquistata da Google per 100 milioni di dollari, in grado di distinguere qualità molto specifiche, legate ovviamente al mondo dei tessuti e della moda: sfumature di colore, tagli, forme. In pratica gli ingegneri hanno "insegnato" agli algoritmi a riconoscere ciascuna di queste caratteristiche, dal percalle al colore uovo di pettirosso.

La scelta di Google di buttarsi nel mondo della moda è dovuta alla crescita vertiginosa delle vendite online. Tutto l'e-commerce è infatti trainato dalla diffusione di gadget come l'iPad e, come ha rilevato la società di ricerca Forrester,  proprio il segmento dei vestiti e degli accessori quest'anno arriverà a ritagliarsi il 14 per cento dell'intera torta, per un giro d'affari di 25 miliardi di dollari solo negli Stati Uniti.