di Gabriele De Palma

Organizzare un party in perfetto stile Playboy, invitando celebrità e conigliette, scegliendo la musica più cool e provvedendo a non far mancare agli ospiti bevande e attenzioni. È questo lo scopo del nuovo gioco su Facebook sviluppato dalla britannica Jolt Online e battezzato Playboy Party. La modalità di gioco è molto simile a quella di altre celebri applicazioni su Facebook, come Farmville, in cui l'utente deve compiere semplici azioni in risposta a ogni novità.
A differenza di Farmville il giocatore in questo caso non è un fattore alle prese con concime, raccolti e coop agricole ma un milionario festaiolo che, appena arrivato in città, allestisce un party in casa propria. Quando arrivano nuovi invitati li deve salutare, in cambio di punti denaro virtuale e di punti fama: la fama contribuisce a rendere il proprio ricevimento il più acclamato dalla comunità; i soldi servono invece per acquistare elementi di arredamento e generi di conforto in modo da rendere più accogliente il proprio party. Ogni tanto tra le ricompense capita di vincere anche qualche storica copertina da collezione della rivista patinata, da condividere eventualmente via Facebook tramite messaggi pubblicati sulla propria bacheca.

Ogni azione sociale (i saluti, le espulsioni degli invitati molesti, dei paparazzi in cerca di foto delle celebrità e di chi ha bevuto troppo) costa punti energia, finiti i quali ci sono solo due modi di ricaricarsi: acquistarne di nuovi pagando con soldi veri (via Paypal o carta di credito, ricarica minima 2 dollari) oppure chiedendone agli amici di Facebook, e innescando così la dimensione sociale del gioco, amplificata anche dalla possibilità di invitare i propri contatti alla festa. Gli invitati che ripagano meglio le attenzioni dell'ospite sono le star, che regalano molti soldi virtuali e anche punti energia, attenti quindi a non trascurarli quando vi vogliono salutare o ringraziare. Ad esempio quando se ne è andato via Coby Gyant (che aveva presenziato in divisa ufficiale dei Los Angeles Lakers), ha lasciato in dote molti soldi virtuali e la copertina di Playboy del 1961. Sono soddisfazioni.

Sentirsi Hugh Hefner almeno in un videogame è probabilmente un sogno per molti uomini, qui però il tempo per godersi la festa non è molto, impegnati come si è a gestire gli invitati e le provviste, e si capisce quali incombenze vengono richieste per far sì che l'umore complessivo della serata sia ottimo: le bevande e la musica, così come nella realtà, non sono infinite e vanno ricaricate ogni tanto. Insomma si vestono i panni sia di Hefner che della sua colf. Senza contare che le conigliette in pixel non sono certo paragonabili a quelle in carne e ossa.