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Al fotofinish Mark Zuckerberg batte Julian Assange. E, di riflesso, Facebook sorpassa Wikileaks. Lo decreta il magazine Time. In un articolo pubblicato sul proprio sito  dall'esaustivo titolo Perché abbiamo scelto Zuckerberg, il  direttore di Time Richard Stengel, giustifica la mancata scelta del  fondatore di Wikileaks: "Come altri due candidati di quest'anno, Julian Assange e il Tea Party, Zuckerberg non ha un grande rispetto per le autorità tradizionali. In un certo senso Zuckerberg e Assange sono due facce della stessa medaglia, entrambi esprimono un desiderio di apertura e trasparenza". Ma è diverso il modo in cui cercano di ottenere questa  trasparenza: "Mentre Assange attacca le grandi istituzioni e i governi attraverso una trasparenza involontaria con l'obiettivo di depotenziarli, Zuckerberg offre la possibilità agli individui di condividere volontariamente informazione con l'idea di dare loro più potere".

E se il fondatore di Wikileaks vede "il mondo pieno di nemici  reali o immaginari", l'ex studente di Harvard "nato nel 1984, lo stesso anno in cui è stato lanciato il primo Macintosh" e che ora ha "messo in relazione oltre mezzo miliardo di persone, considera il  mondo zeppo di potenziali amici. Essere nominati persona dell'anno non è e non è mai stato un onore, bensì è il  riconoscimento del potere di alcuni individui nell'influenzare il nostro mondo".
Cosi dopo il grande schermo che gli ha dedicato il biopic The Social Network, film che ha fatto incetta di nomination al Golden Globe ed è uno dei candidati più papabili per il premio Oscar, Zuckerberg finisce anche sulla prima pagina di uno dei giornali più prestigiosi al mondo. Quasi una sorta di passaggio di consegne, visto che il web pare ormai destinato a sostuire sempre più la carta stampata.

Time attribuisce questo riconoscimento dal 1927 ed è quindi considerato un'istituzione. Lo scorso anno era stato dato al capo della  Federal Reserve Ben Bernanke e nel 2008 al neo eletto presidente Barack Obama.

Ma nel corso degli spesso sono finiti in copertina personaggi curiosi, a volte nefasti addirittura nefasti come Adolph Hitler protagonista della cover di Time nel 1938.
Nel 1960, invece, a trionfare come Man of The Year furono gli scienzati americani in toto, grazia al loro impegno a favore della pace, mentre nel 1966 l'ambito premio toccò alla gioventù  a stelle e strisce e nel 1969 fu addirittura la classe media ad avere l'onore della copertina.

E nella storia delle cover di Time, qualche volta l'uomo è stato sostituito dalla macchina. E capitato nel 192 quando la copertina fu dedicata al computer.
Nel 2006, il Time decise di dare del tu (you in inglese) al prestigioso riconoscimento, perche aveva compreso che grazie alle potenzialità del web ognuno di noi poteva diventare l'uomo dell'anno. Anche un nerd che due anni  aveva fondato presso l'università di Harward un sito chiamato Facebook.