di Federico Ercole

Prima arriva la follia, una serie di allucinazioni che portano a compiere omicidi e ogni tipo di violenza. Poi, quando ovunque resta solo la morte, i cadaveri si rianimano acquistando forme mostruose per l’effetto di un parassita alieno. Sono i necromorfi, il nuovo terrore dallo spazio profondo che “contagiò” le console di tutto il mondo nel 2008 con Dead Space, survival horror in terza persona che ha trasformato in videogioco le atmosfere filmiche di capolavori fantascientifici come La Cosa di John Carpenter e Alien di Ridley Scott.

Il 25 gennaio uscirà Dead Space 2 che segue direttamente gli eventi del primo episodio e ci trasporterà su una stazione spaziale chiamata Sprawl dove i necromorfi si sono evoluti nuovamente.
Il protagonista è sempre Isaac Clarke – il nome è un omaggio a due giganti della fantascienza: Isaac Asimov e Arthur C. Clarke - un ingegnere minerario che, vestito dei panni metallici ultratecnologici della sua tuta RIG, è sopravvissuto alla distruzione della nave spaziale mineraria Ishimura solo per ritrovarsi in questo nuovo gioco ad affrontare la minaccia necromorfa in un territorio ancora più vasto e pericoloso. Il suo stato mentale, alterato dal trauma delle terribili vicende vissute, influirà sulla trama di questo sequel.

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Sebbene Dead Space 2 sia stato concepito dagli sviluppatori di Visceral Games in maniera simile al riuscito episodio precedente, ci saranno alcune novità che ci aiuteranno ad eliminare meglio i necromorfi, che se non vengono smembrati si rianimano. Ad esempio, sul fronte delle armi, c’è un nuovo fucile in grado di sparare una serie di chiodi che possono bloccare i nemici sui muri e superfici varie. Inoltre, dopo avere smembrato i necromorfi, sarà possibile utilizzarne le appendici sezionate come armi da mischia, cosa piuttosto utile se si finiscono le munizioni.

La minaccia degli alieni ha origine da un manufatto detto “Il Marchio”, oggetto dalle immense potenzialità militari che sollecita le ambizioni egemoniche dei politici più guerrafondai e delle multinazionali. Il Marchio ha dato origine ad un culto religioso, chiamato “la Chiesa di Unitology”, che vede nell’unione necromorfa tra tutti gli esseri una nuova evoluzione dell’umanità verso la dimensione divina. Così, come nel loro notevole Dante’s Inferno, il videogioco ispirato alla Divina Commedia, gli artisti di Visceral Games continuano a trattare di argomenti complessi e profondi inerenti agli aspetti più bui dell’animo umano. D’altronde, da quando è nata, la fantascienza è sempre stata un notevole territorio per andare oltre la fantasia e trattare di argomenti importanti e universali.