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di Federico Ercole


Questa volta non potremo scegliere se essere elfi, nani, uomini e maghi ma soltanto esseri umani in Dragon Age 2, seguito del gioco omonimo che due anni fa ottenne un notevole successo di pubblico e critica. Questo perché il videogame, che uscirà l’11 marzo distribuito da Electronic Arts per Xbox 360, PS3 e PC, racconterà gli eventi dell’ascesa al potere di un umano chiamato Hawke nel corso di una decade.

La Bioware, che ha sviluppato anche il primo episodio, ha scelto di narrare le vicende di questo personaggio attraverso lunghi flashback nella forma di “cantate” eseguite in onore di Hawke nell’epoca del suo massimo trionfo.
Possiamo comunque scegliere se Hawke sarà un maschio o una femmina e determinarne, come è usuale nei giochi di ruolo occidentali, ogni caratteristica somatica.

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Il fascino del primo episodio nasce dalla forma di “realismo” che gli artisti e gli sceneggiatori di Bioware sono riusciti ad applicare al genere fantasy. Un verismo fantastico che ricorda le atmosfere filmiche che John Milius ha utilizzato per portare sul grande schermo per Conan il Barbaro. Dragon Age è inoltre un videogioco dalle tematiche adulte e violente, tanto che il primo episodio è consigliato ad un pubblico maggiorenne.

Dragon Age 2 si svolge contemporaneamente, ma in luoghi diversi, agli eventi del primo episodio, sebbene lo oltrepassi nel tempo di nove anni, considerando lo svolgimento della trama. Si possono dunque importare i punti di salvataggio del prequel perché alcune decisioni lì prese possono determinare dei cambiamenti nella nuova avventura.

Le battaglie saranno gestibili in maniera simile al primo episodio ma le animazioni molto più veloci e dettagliate per renderle ancora più spettacolari. Anche la grafica sembra avere subito un processo di miglioramento e appare molto più lussureggiante di quella del prequel.

La sostanza, validissima per un gioco di questo genere, resta immutata se non parzialmente migliorata. Prepariamoci quindi a lunghe fasi di esplorazioni, centinaia di oggetti da raccogliere (facendo sempre attenzione a svuotare lo zaino prima di entrare in una zona nuova per non trovarci -cosa fastidiosa- impossibilitati a prendere nuovi e più potenti oggetti), decine di ore di dialogo con opzioni differenti e battaglie all’ultimo sangue.