di Floriana Ferrando

I fanatici dei videogames si preparino ad una vera overdose di emozioni: a Berlino ha aperto il Computerspiele Museum, il museo interamente dedicato al mondo dei videogiochi. L’esposizione aveva visto la luce per la prima volta nel 1997 ed ora, dopo un periodo di stop, eccola tornare alla ribalta con una mostra permanente che ripercorre l’evoluzione di ogni sorta di sistema di gioco, casalingo e non, dalla metà del Novecento al nuovo millennio.

14 mila giochi, oltre duemila reperti hardware e 10 mila riviste specializzate: c’è Atari, la prima console di gioco per eccellenza, c’è il Game Boy, con cui è cresciuta un’intera generazione di bambini e ragazzi, e c’è il Commodore 64, il computer più venduto di tutti i tempi. I veri nerd, quelli che smanettano dalla mattina alla sera con tastiera, joystick e simulatori 3D, non rimarranno certo delusi, basta dare un’occhiata alla sezione chiamata The Wall of Game Milestones, che raccoglie tutte le pietre miliari dell’industria videoludica: dai titoli storici, come Pong, a quelli cult come Sonic, al picchiaduro Street Fighter. Tuttavia anche i meno invasati troveranno pane per i loro denti: interessantissima, ad esempio, la sezione dedicata all’impatto dei videogiochi sulla società, una sorta di analisi sociologica che ne mostra le conseguenze sulle relazioni sociali, la dipendenza e la violenza. Insomma, a Berlino non si sono proprio voluti far mancare niente.

Ma non è finita qui. Vagando fra i reperti storici (è proprio il caso di dirlo) esposti, i visitatori possono cimentarsi con quei titoli che ormai non si trovano più in nessuna sala giochi, rivisitati apposta per l’occasione. “La storia culturale dei giochi per computer vi trasporterà in un ambiente interattivo e di facile sperimentazione, sfruttando più di 300 oggetti esposti. Siete invitati per una spedizione divertente alla scoperta dei giocatori del ventunesimo secolo”, dicono dal museo; come declinare l’invito che arriva dritto dal ComputerSpiele Museum?

Assolutamente da provare è la PainStation, la console per giocare a Pong, ma con una particolarità: chi sbaglia riceve una piccola scossa elettrica, una frustata o una vampata di calore. Puro sadismo? No, solo una trovata per rendere il gioco ancora più elettrizzante. Basata sul motto “Nessun gioco, nessun dolore”, l’installazione – svelano i curatori del museo – rivela il lato oscuro del nostro bisogno di gioco.

Guarda una partita alla PainStation



Ci sono poi delle vere chicche: è il caso di Nimrod, il primo gioco arcade per Pc di tutti i tempi uscito nel 1951, o del Jumbo Joystick che necessità della collaborazione di due persone  per assicurare le migliori prestazioni di questo controller realizzato negli anni Settanta. E ancora, RaveSnake del 1980 che per l’occasione propone il celebre gioco per cellulari Snake in versione multiplayer grazie all’utilizzo del BlueTooth ormai presente su ogni telefonino.

A Berlino niente è lasciato al caso, anche la struttura fisica del museo funziona come un videogioco: dopo la chiusura, i passanti possono giocare i vari giochi interattivi usando le finestre dell'edificio come monitor. Da non perdere.