di Federico Guerrini

“Ecco, la musica è finita, gli amici se ne vanno…”. La canzone scritta da Franco Califano che racconta il malinconico tramonto di un amore, si presterebbe bene anche come colonna sonora dell’improvviso addio a Guitar Hero, la collana di giochi che dal 2005 ha rappresentato per molti il simbolo stesso del divertimento da videogame accoppiato alla musica.

L’azienda statunitense che produce la fortunata serie, Activision, ha infatti annunciato la chiusura della business unit che si occupava dello sviluppo del programma e la cancellazione dell’ultimo titolo in scaletta, la cui uscita era prevista per il 2011. Sic transit gloria mundi. Sono passati solo pochi anni dai primi fasti di una serie che ha venduto più di 35 milioni di copie e fatto guadagnare ad Activision più di due miliardi di dollari, ma sembrano secoli.

L’uscita del primo capitolo della collana porto con sé un’interpretazione altamente innovativa dell’interazione fra giocatore e software: nessun joystick o controller standard, ma una periferica a forma di chitarra, con cinque tasti colorati come note, e una “strum bar” al posto delle corde. Lo scopo del gioco era quello di premere i tasti corrispondenti alle note colorate che appaiono sullo schermo, a ritmo con la musica. 

Il successo fu immediato: gli emuli di Eric Clapton, Lenny Kravitz o Slash, con una modica spesa, avevano trovato il modo di cullarsi per qualche minuto nell’illusione di suonare come i loro beniamini. Molti bar, soprattutto in America, iniziarono a proporre serate per video strimpellatori al posto del karaoke, con ottimi risultati in termini di incassi della serata. In numerosi film e serie televisive, perfino nei Simpsons, comparvero personaggi intenti a giocare a Guitar Hero.

Ma tutto finisce, e la decisione dei manager della Activision, che costerà il posto di lavoro a 500 persone, era in qualche misura nell’aria. La società ha dichiarato nell’ultimo quadrimestre perdite nette per 233 milioni di dollari e “nei due anni appena trascorsi – ha fatto sapere l’amministratore delegato Eric Hirshberg – la domanda per giochi musicali basati sulle periferiche è diminuito a un ritmo impressionante”. L’ultimo episodio della serie, Warriors of Rock, tanto per dire, ha venduto solo 100 mila copie.

Troppa la concorrenza e le sovrapposizioni nel settore – accanto a Guitar Hero sono spuntati negli anni titoli affini come Band Hero, Rock Band, Dj Hero e troppo costoso produrre questo tipo di giochi, vuoi per i costi di realizzazione delle periferiche, vuoi per i contratti di licenza con le major dell’industria discografica, necessari per poter proporre ai giocatori di eseguire gli ultimi successi degli Aerosmith o dei Metallica.

Hirshberg ha annunciato perciò l’intenzione di concentrare gli sforzi dell’azienda nella produzione di giochi scaricabili dal Web, settore in cui la Activision sta raccogliendo grosse soddisfazioni con titoli come Call of Duty e World of Warcraft.

Ai fan di Guitar Hero non resta che continuare a ordinare il vecchio catalogo oppure rivolgersi a Frets on Fire, clone open source del programma, realizzato dalla software house finlandese Unreal Vodoo, che si può giocare anche senza la finta chitarra, utilizzando solo la tastiera.