di Federico Ercole

F. E.A.R., ovvero First Encounter Assault Recon. Una squadra speciale che si occupa di emergenze dal carattere paranormale o extra-ordinario; ma “fear” in inglese vuol dire “paura” ed è questo il primo sentimento che ispira nel giocatore la serie di videogiochi iniziata nel 2005 di cui il 25 marzo uscirà un terzo episodio per Xbox 360, PS3 e PC. Avremo di nuovo a che fare con terrori paranormali di ogni tipo che tendono a influenzare la mente dei personaggi che controlliamo con visioni e allucinazioni spaventose e a influenzare le persone fino a renderle assassini sanguinari. Il genere di F.E.A.R. 3 è quindi lo stesso dei prequel, un misto tra il “survival horror” e lo sparatutto in prima persona, ma  questa volta potremo giocare in modalità cooperativa con un altro giocatore per condividere, e tentare di alleviare, la paura.

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Ciò che distingue questo episodio dai precedenti è una collaborazione stellare, quella di uno dei più grandi registi contemporanei e della storia del cinema: John Carpenter, autore di tanti film memorabili come Halloween, La Cosa, 1997 Fuga da New York e The Fog.

Carpenter, che è un appassionato di videogiochi, nonché amico e stimatore del più “cinematografico” dei game designer, Hideo Kojima di Metal Gear Solid, dirige tutte le scene d’animazione del gioco, fornendo  la sua competenza di maestro del terrore agli sviluppatori di Day 1 Studios.

La sceneggiatura di F. E.A.R. 3 ( ma si scrive F.3.A.R) è invece di Steve Niles, autore di romanzi e fumetti tra cui 30 Giorni di Buio, Dark Days  e Criminal Macabre. Nel gioco avremo a che fare con uno psicopatico cannibale dai devastanti poteri mentali che sta compiendo un feroce massacro e ovviamente con la terribile Alma, la bambina-donna folle e onnipotente che sappiamo essere incinta e in procinto di partorire una creatura in grado di annientare l’intero pianeta.

L’horror, un genere che sebbene abbia regalato al pubblico di tutto il mondo centinaia di grandi opere filmiche e letterarie, è sempre stato considerato di serie B. Forse perché oltre al sangue e allo spavento è sempre stato un mezzo per criticare gli aspetti più bui e disumani della nostra società ed è quindi una forma di espressione scomoda per molti. Nel mondo dei videogiochi è invece un genere di serie A che vanta produzioni sempre più costose e di successo. L’importante è che non perda la sua vena irriverente, critica e ribelle. Ma videogame come Resident Evil e Silent Hill dimostrano il contrario.
E la presenza di John Carpenter in F.E.A.R. 3 non può che essere una garanzia che anche nei videogiochi l’horror continuerà a “mordere” le nostre coscienze.