di Camilla Sernagiotto


È nata Facebook, ma il padre non è il solito Mark Zuckerberg: si tratta di una bambina egiziana venuta al mondo il 18 febbraio 2011 che è stata battezzata dai genitori con il nome del celeberrimo Social Network.

E la storia per giustificare la scelta anagrafica potrebbe far sì che la bimba, appena avrà l’età per comprendere e comunicare, non tolga definitivamente il saluto a mamma e papà…

I suoi genitori hanno voluto celebrare l’invenzione di Zuckerberg per il ruolo che ha avuto nella rivolta culminata l'11 febbraio 2011 con le dimissioni del presidente Hosni Mubarak, come riporta il quotidianoAl-Ahram.

Ma le stranezze che serpeggiano nel mondo dall’avvento dell’era 2.0 sono innumerevoli: da matrimoni nati da un follow su Twitter ai divorzi causati da certe foto postate su Facebook, la vita di tutti i giorni è intrappolata nella rete della rete…

Sui Social Network non ci si limita ad accettare amicizie e a chattare: si può rimediare un lavoro, per poi perderlo taggando in una foto la persona sbagliata (quasi sempre il proprio capo), si possono ritrovare gli amici d’infanzia trasferitisi ad Honolulu, fare indagini e improvvisarsi Sherlock Holmes.

L’investigatore privato può ormai attaccare la lente d’ingrandimento al chiodo, perché da quando c’è Facebook niente è più privato e rintracciabile solo attraverso intuito e fiuto; gli avvocati divorzisti stessi hanno dichiarato di usare come principale strumento di lavoro proprio il libro delle facce, che aiuta a beccare in flagrante il marito facendogli perdere del tutto la faccia...

E se ormai la casa da affittare, la macchina da comprare, i vestiti da indossare e il cagnolino da adottare sono a portata di login, chissà se tra un paio di generazioni al posto dei vari Luca, Marco e Federica ci saranno classi intere di Facebook, Twitter e Linkedin…