di Carola Frediani

Trentatré anni passati in convento, a stretto contatto solo con qualche decina di monache. Poi, l'arrivo della Rete e di Facebook. E la vita di suor Maria Jesus Galan, 54 anni, è stata rivoluzionata: in un colpo ha perso le sorelle, ma ha trovato migliaia di amici virtuali. Che la conoscono come “suor Internet”. Tutto è iniziato alcuni anni fa, quando nel convento spagnolo di Santo Domingo el Real, a Toledo, arriva il primo computer. L'accesso online permette di sveltire molte pratiche burocratiche, qualche volta di risparmiare, e suor Maria Jesus si impratichisce molto bene degli strumenti tecnologici. Tanto che inizia a digitalizzare gli archivi del convento, guadagnandosi addirittura un premio dall'amministrazione locale. Ma la sua propensione a usare il computer, se da un lato le procura nuovi amici, dall'altro crea dissapori con le altre monache. E quando la sua attività su Facebook si fa troppo intensa, la badessa la invita ad andarsene.

Suor Maria Jesus naturalmente obbedisce, non prima però di aver postato in bacheca un messaggio drammatico: “Oggi mi hanno cacciato dal monastero”. Apriti cielo, la notizia fa il giro della Rete. In poco tempo il profilo pubblico della suora fa il pieno di amici (al momento siamo a quota 10 mila). Arrivano post da tutto il mondo e in tutte le lingue: di incoraggiamento, saluto, benedizione, stima. C'è chi la invita a viaggiare, chi a fuggire a gambe levate da quel monastero ingrato, chi le offre già un posto, come la Chiesa Cattolica Apostolica Argentina. “Dio è con te”, è il viatico più ricorrente, declinato in inglese, spagnolo, latino. È un fiume in piena. Cui si aggiunge Twitter, dove corre virale l'hashtag #Sor Internet. Espulsa perché “fanatica del web”? Per il popolo della Rete è una bestemmia.

A questo punto, il convento di Toledo deve correre ai ripari: precisa che non c'è stata nessuna espulsione, che suor Maria Jesus se n'è andata di sua volontà, cogliendo l'occasione al volo dopo che la badessa le ha comunicato che non la sopportavano più e che per questo doveva trasferirsi in un altro monastero. Aveva un caratteraccio e litigava con tutte, dicono ora le consorelle; addirittura c'era chi tremava nel vederla passare. Tutta invidia, replica lei. Che in Rete risulta sicuramente più simpatica. E ora, tornata a casa dei genitori, a Toledo, non esclude la possibilità di viaggiare.

L'interesse di suor Maria Jesus per Internet non è comunque un fatto eccezionale. Sempre più religiosi utilizzano con crescente disinvoltura e abilità gli strumenti tecnologici. In Italia ad esempio si distingue suor Graziella che su Facebook conta più di 3 mila amici, un po' meno di quanti ne annovera Don Paolo Padrini che è così appassionato di nuove tecnologie che si diletta a sviluppare applicazioni per iPhone. Una delle sue creazioni, iBreviary, è stata inserita da About.com tra le migliori applicazioni cattoliche dell'anno al pari di app chiamate Divine Office, iMissal Catholic e Confession, un programma per prepararsi al sacramento della penitenza, che recentemente è stato però sconfessato dal Vaticano. Del resto, nella 45sima giornata delle Comunicazioni sociali, lo stesso Papa Benedetto XVI ha “sdoganato” i social network, sottolinenando la loro utilità anche per diffondere la parola del Vangelo.