di Federico Ercole

Il pianeta Sera: un tempo un luogo assai simile alla Terra, un posto dove gli esseri umani hanno potuto espandersi oltre il loro luogo d’origine e soprattutto in cui la nostra specie ha potuto arricchirsi a dismisura, grazie all’Imulsion, un liquido minerale estremamente utile e versatile. Ma, parafrasando Friedrich Nietzsche, chi guarda nell’abisso, in questo caso quello oscuro delle profondità del pianeta, deve stare attento che dall’abisso qualcuno non guardi verso di lui. Così dal centro del pianeta Sera emergono orde mostruose e armatissime di Locuste, le creature originarie di quel mondo, intenzionate ad eliminare per sempre l'uomo. Inizia quindi la guerra fantascientifica raccontata in Gears of War, lo spettacolare sparatutto in terza persona di Epic Games per Xbox 360 di cui a settembre uscirà il terzo episodio.

Gears of War 3 si svolge 18 mesi dopo gli eventi narrati nel secondo capitolo e racconterà di un’umanità frammentata in piccole tribù di sopravvissuti. Marcus, l’eroe della serie, viene a sapere che il padre è ancora vivo e soprattutto che il redivivo genitore è a conoscenza di un segreto tattico che potrebbe contribuire alla distruzione definitiva delle Locuste. A differenza dei due giochi precedenti, dove gli eroi erano tutti uomini dai muscoli iperbolici, quasi mostruosi nella loro esagerata virilità di “ingranaggi della guerra”, questa volta ci saranno anche dei personaggi femminili di rilievo. Sarà inoltre presente una modalità di gioco cooperativa attraverso la quale fino a quattro persone potranno collaborare per distruggere le Locuste.

Ciò che differenzia questa serie da altre opere d’intrattenimento del genere è l’elemento tattico. Non bisogna solo sparare a tutto ciò che si vede se si vuole sopravvivere, ma trovare dei luoghi in cui celarsi prima di attaccare e pensare ad una strategia ambientale per proseguire da uno scenario all’altro. Gli scenari e il design delle architetture, dei mostri e degli armamenti sono stati il punto di forza di Gears of War, offrendoci meraviglianti visioni fantastiche di ruderi, colossi abbattuti e catastrofi. Inoltre la dimensione narrativa, al di là di una solo apparente banalità, raggiunge, nei momenti migliori di questa serie, una grandiosa e sanguinolenta dimensione tragica ed epica.
Guardando il trailer e vedendo le immagini del terzo capitolo, da lungo in lavorazione, si può intuire che questa saga potrebbe continuare portando all’apice gli elementi più riusciti della serie per farci vivere “in terza persona” il dolore e la grandezza di una guerra fantascientifica devastante.