di Raffaele Mastrolonardo

L'argomento resta tra i più dibattuti e non basterà certo una mappa a porre fine ad una discussione infinita. Anzi, si può scommettere che alimenterà ulteriori diatribe, aggiungendo magari una sfumatura nazionalista ad una delle questioni più calde che da sempre attraversano l'universo maschile: le dimensioni del pene.

Di sicuro, sulla capacità di stimolare controversie, ha contato l'anonimo autore della mappa intitolata “The penis size Worldwide”, che classifica le nazioni del mondo sulla base della lunghezza media degli organi maschili degli abitanti: dal rosso (9-11 centimetri) al verde scuro (16-18 centimetri circa), in mezzo giallo, arancione e verde chiaro. Detto fatto, in poche ore questa rappresentazione del mondo sui generis ha conquistato 160 mila visualizzazioni stimolando sicuramente l'orgoglio viril-patriottico o l'indignazione sessual-nazionalista dei maschi globali a seconda dell'area di provenienza.

Già perché il colpo d'occhio del planisfero – realizzato con Target Map, servizio che consente a chiunque di creare la propria mappa – fa infatti felici gli uomini africani, sudamericani ed europei (mediterranei soprattutto) un po' meno tutti gli altri. Le gradazioni di verde abbondano infatti in queste aree del pianeta con gli uomini di Congo (17,93 cm), Ecuador (17.77), Venezuela (17,03) e Colombia (17,03 cm) che possono guardare tutti dall'alto. Il rosso, invece, caratterizza il subcontinente indiano e più in generale il sud est asiatico, mentre rosa e giallo (che corrispondono a misure intermedie) dominano nei Paesi di origine anglosassone e in Russia.

La mappa


All'Italia (media 15,74 cm), invece, tocca un lusinghiero verde chiaro insieme a Francia, Belgio, Olanda e Repubblica Ceca. Ma la palma della prestanza nel Vecchio Continente se l'aggiudicano gli ungheresi: verde scuro e 16,51 centimetri.

I maschi tricolori possono dunque andare fieri del risultato anche se farebbero bene a prenderlo con un grano di sale. I dati alla base della rappresentazione sono infatti piuttosto opachi e, soprattutto, non omogenei. Alcuni risultano frutto di misurazioni, altri di auto-valutazione. E una rapida scorsa alle tabelle mostra, prevedibilmente, che laddove il responso è lasciato agli intervistati (come nel caso dell'Italia e degli altri Paesi che si distinguono per la virilità dei propri abitanti) il numero dei centimetri tende ad aumentare.

E anche su questo fatto, a ben pensarci, si potrebbe a discutere all'infinito.