di Gabriele De Palma

Un po' vanitose, molto esibizioniste, chiacchierone e attente all'estetica. Esattamente come Kim Karashian, divenuta celebre per essere bella e per essere (stata, dice il gossip) amica di Paris Hilton. Sarebbero queste le donne sui social network secondo una ricerca condotta dall'Università di Buffalo e pubblicata sulla rivista Cyberpsychology, Behaviour and Social Networking.

Un ritratto non certo lusinghiero che dice, in sostanza, che l'autostima del gentil sesso continua ad essere legata prevalentemente all'apparenza fisica. Il che, tradotto in ambito digitale, vuol dire  fotografie pubblicate in gran quantità sul proprio profilo di Facebook.  Di conseguenza, le donne in media hanno un network di amicizie più esteso degli uomini, sono più attive nell'aggiornamento della loro bacheca e postano molte più foto, addirittura cinque volte tanto rispetto al sesso forte.

Lo studio è stato condotto su un campione di 311 persone (metà donne) dall'età media di 23 anni che sono state sottoposte a un test per la valutazione dell'autostima e di cui si è monitorato il comportamento su Facebook e altre piattaforme del web sociale. Le conclusioni sono che chi basa la propria autostima su elementi pubblici come l'approvazione altrui e l'aspetto fisico è più prodigo di immagini di sé online e più attento a gestire la propria pagina. Chi invece punta su caratteristiche “private”, come la preparazione scolastica e la famiglia, passa meno tempo online e la sua attività sui social network è meno orientata ad attirare l'attenzione. Risultati, di per sé, non imprevedibili. Quello che semmai ha stupito gli studiosi è la schiacciante diseguaglianza nei comportamenti di maschi e femmine.

“È frustrante – commenta Michael A. Stefanone, uno dei ricercatori – constatare che nel 2011 così tante giovani donne affermano loro stesse tramite il proprio aspetto fisico. Credo che questo sia dovuto ai valori distorti attribuiti all'apparenza da parte della cultura popolare e da programmi come Al passo con i Kardashian”.

Ma non a tutti gli utenti della rete sono piaciute le conclusioni dello studio e soprattutto i giudizi degli scienziati. “Non sarà per caso che le donne tendono ad essere più sociali degli uomini e che per questo abbiamo delle reti più ampie?”, si legge in un commento alle dichiarazioni di Stefanone. “Rigetto l'assunto che il fatto che io abbia una rete più ampia e condivida la mia vita sia considerato negativo”.

Come che sia, la propensione delle donne a pubblicare immagini su Facebook è ampiamente documentata. Secondo altre fonti, infatti, le donne caricano il doppio delle fotografie rispetto agli uomini e sono molto più attive (anche qui in rapporto di 2 a 1) nell'etichettarle. Allo stesso tempo, è noto il legame tra gentil sesso e Facebook. Secondo una ricerca, il 39% delle donne americane in età compresa tra i 18 e i 34 anni si considera “dipendente” dal servizio di Mark Zuckerberg e il 42 % di loro ritiene normale mettere online foto in cui sono ritratte ubriache o sotto l'effetto di stupefacenti.

Tutto noto, insomma. Resta da vedere se, come affermano i ricercatori dell'Università di Buffalo, la passione femminile per Facebook sia legata ad una questione di autostima o all'influenza perversa dei Kardashian. In attesa di saperne di più si può notare come la relazione con l'universo rosa sia nel Dna stesso di Facebook che, come è noto, è nato dalle ceneri di di Facemesh, il programma che Mark Zuckerberg allestì in una notte e che comparava le studenti di Harvard in base alle loro foto accademiche.

Oggi la creatura di Zuckerberg permette di fare molte più cose ma, evidentemente, l'intuizione originaria resiste.