di Marco Agustoni

Il dibattito intorno al famigerato suffisso .xxx per i siti internet a luci rosse è cominciato molto tempo fa ed è andato avanti a lungo tra discussioni e polemiche, ma finalmente si è giunti a una conclusione: il New York Times riporta che la ICANN, l’ente no profit preposto alla regolazione dei domini internet, ha dato il via libera alla registrazione di domini con la tripla X.

Per i membri della Internet Corporation for Assigned Names and Numbers si tratta di una decisione che porterà vantaggi sia all’industria pornografica, poiché offrirà nuove opportunità commerciali, sia ai fruitori, poiché permetterà un maggiore controllo sullo spam e sui tentativi di frode. Ma c’è anche chi non la pensa allo stesso modo.

Diane Duke, direttore esecutivo della Free Speach Coalition, organizzazione che rappresenta oltre mille produttori di materiale a luci rosse, afferma che questi nuovi domini .xxx potrebbero portare al rischio di censure preventive e arbitrarie da parte del governo nei confronti di chi ricorre a tali suffissi. Il suo augurio, quindi, è che i membri della coalizione continuino a ricorrere ai tradizionali domini .com.

Allo stesso tempo, molti gruppi religiosi sono convinti che la legalizzazione della tripla X possa portare a una rinnovata diffusione della pornografia online. In ogni caso, ormai è fatta, e c’è da scommettere che la corsa ai più ambiti domini .xxx sia già iniziata: la pornografia online sta per entrare nel bene e nel male in una nuova era.