di Federico Ercole

Non è facile inventarsi un nuovo super eroe ispirato alla letteratura fumettistica americana quando ne esiste già un intero esercito composto di personaggi più o meno memorabili. Nel 2000 ci riuscì il regista M. Night Shyamalan con il film  Unbreakable e nel 2009 la Sucker Punch Productions con il videogioco inFAMOUS. Entrambe le opere ci raccontano di supereroi inusuali, molto umani, a cui i superpoteri creano struggimenti interiori e crisi profonde. Sia Bruce Willis nel film che Cole, il protagonista del videogame, non indossano inoltre nessuna maschera a celarne i tratti.

Cole, il fattorino campione della disciplina atletico-metropolitana del parkour, che un’esplosione ha reso supereroe elettrico, è ancora il protagonista di inFAMOUS 2, che uscirà i primi giorni di giugno per Playstation 3. Inizialmente doveva essere un personaggio diverso dalle caratteristiche fisiche ridisegnate ma le proteste dei fan hanno convinto gli sviluppatori a cambiare idea.

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Sarà sempre presente nel sequel una delle caratteristiche più interessanti di questo videogioco d’avventura e azione che ci consente di muoverci con molta libertà: la possibilità che il nostro comportamento etico-videoludico influenzi il karma di Cole, decretandone l’evoluzione di supereroe del bene o del male. Infatti i suoi poteri possono essere usati non solo per eliminare i nemici ma anche per curare o distruggere passanti e comuni cittadini.

Questa volta Cole dovrà vedersela con la temibile Bestia, una creatura che devasta la città di Empire City dove si svolse il primo episodio. Cole è costretto a seguire il mostro, nella sua corsa distruttrice, fino sulla costa in una metropoli chiamata New Marais, chiaramente ispirata a New Orleans.Nelle immagini del nuovo gioco Cole porta sulle spalle una nuova arma, un incrocio tra una spada e i frammenti di meccanismi estrapolati da una centrale elettrica.

L’acrobazia resta un elemento fondamentale di inFAMOUS 2 e d’altronde era un tratto entusiasmante del primo episodio, soprattutto perché ci costringeva a esplorare la città virtuale con uno sguardo diverso da quello che utilizziamo tutti i giorni, lo sguardo del super eroe.
Un punto di vista super umano che ci conferma tuttavia che molte architetture metropolitane del nostro presente sembrano essere state pensate con una certa “disumanità” e rese davvero percorribili e vivibili solo da chi possiede i super poteri necessari per sopravvivervi, quindi nessuno.