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di Federico Ercole


El Shaddai vuol dire Dio Onnipotente, uno dei nomi giudaici dati al Creatore, ed è curioso che sia il titolo di un videogioco giapponese che uscirà per PS3 e Xbox 360. Come già ha fatto il cinema anche un medium relativamente giovane e molto pop come quello dei videogame si appresta a trattare di tematiche mistiche e religiose.

El Shaddai: Ascension of the Metatron è ispirato a dei passaggi di un testo biblico apocrifo, Il Libro di Enoch, un patriarca antidiluviano che viene considerato il bisnonno di Noè, ed è un gioco d’avventura e azione con alcuni elementi di platform. Ma ciò che lo distingue è la bellezza pittorica con cui è disegnato. Le immagini sono davvero stupefacenti, sembra di vedere dei quadri astratti che sono una rielaborazione degli stili pittorici giapponesi del XVIII e XIX secolo. D’altronde l’autore di El Shaddai è Takeyasu Sawaki, il carachter designer di Okami, il capolavoro del 2006 disegnato nello stile pittorico di Hokusai.

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Il protagonista di questo videogame, che uscirà prima dell’estate in Giappone e durante il corso dell’anno in occidente, è proprio Enoch che dovrà cercare sette angeli caduti in nome di Dio affinché il Creatore risparmi all’umanità una catastrofica inondazione.Nella sua ricerca Enoch verrà aiutato da quattro arcangeli: Michele, Gabriele, Uriele e Raffaele ma anche da un ambiguo Lucifero.

I panorami di El Shaddai possiedono una grafica eterea, sospesa tra un algido candore divino e le tinte accese delle passioni umane. La scala degli ambienti talvolta diventa gigantesca così che il personaggio sembra smarrirsi nella vastità dei luoghi che deve percorrere con un effetto che rimanda alla piccolezza dell’uomo di fronte alla divinità. Combatteremo utilizzando armi benedette come una lama-arco che riluce assomigliando ad una spada-laser di Guerre Stellari e uno strano scudo che serve sia per l’attacco che per la difesa.

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Oltre agli aspetti teologici e filosofici, che sono comunque filtrati da una componente fantasy e manga, El Shaddai potrebbe essere una delle grandi sorprese di questa generazione di videogiochi soprattutto per l’estetica con cui è ideato, che lo fa apparire come un meraviglioso esempio di arte elettronica, un quadro in movimento dove entrare virtualmente con il proprio corpo per continuare a dipingerlo “da dentro” muovendo Enoch con il controller della console.