di Eva Perasso

Matt cerca la storia della sua vita. Una ragazza equilibrata, con cui condividere i piaceri dell'intelletto e della spiritualità. Non un compito da poco, eppure Matt Simpson, trentenne dell'Arizona, ha deciso di farsi aiutare da una pubblicità personalizzata su Facebook, uno di quei box che compaiono a destra della bacheca e della pagina principale del social network quando si naviga al suo interno. Gli annunci cambiano a seconda dei “mi piace” che gli utenti hanno sparso tra gli amici, incrociano i dati personali con interessi, letture, film preferiti, posizione geografica. Tutto quel che la persona ha deciso di rendere pubblico. E questo messaggio arriverà alle donne con i gusti che Matt trova più vicini alla sua anima gemella. Lettrici appassionate di testi sull'energia e la crescita personale, amanti della meditazione e dello yoga, abitanti in un raggio di 25 miglia da Temple, la cittadina in cui vive, di età compresa tra i 28 e i 34 e ovviamente con un profilo Facebook: scremando tra le papabili con tutte queste opzioni non ne restano poi tante, neppure duemila.

Il risultato promette meglio di un sito di annunci privati, spendendo meno di un abbonamento a un portale per incontri. Nella prima settimana infatti Matt ha già avuto sei “like”, sei premesse per un appuntamento reale. Un risultato eccellente nel purgatorio delle ricerche di compagnia online, dove notoriamente le donne sono costrette a scappare per via delle troppe richieste di amicizia e incontri.
Ma mentre Matt continua a lavorare e raffinare i suoi messaggi pubblicitari per trovare l'amore, lanciando un nuovo genere di advertising sul social network, la colonna a destra di Facebook non è nuova a spot fuori dal comune.

La categoria più nutrita è quella dei messaggi assurdi, senza senso e incomprensibili. C'è un sito, reface.me, che li colleziona da anni. Il divertimento non manca: dalla vendita di “oro commestibile per aggiungere magia al pranzo di Natale, a partire da 26 dollari”, all'invito a “unirsi alla comunità di esperti meteo più cool della Rete: chat in diretta con gli esperti e pubblicazione dei tuoi post sul tempo”, passando per le domande impossibili dei test per misurare il quoziente intellettivo, tanto diffusi su Facebook, tra cui una (l'immagine è quella di una ragazza sdoppiata con due bocche, quattro occhi, due nasi) davvero insidiosa: “quanti occhi vedi nella foto? Il 97% delle persone ha dato la risposta sbagliata!”, che dovrebbe motivare l'utente a cliccare e svolgere il test (ecco le prove di questi spot).

La famiglia di pubblicità più nutrite però è quella in cui un bel visino invita ammiccante a unirsi a qualche gruppo. È il caso della ragazza rotondetta, vestita di una t-shirt color carne che confonde sapientemente e mette il dubbio se sia nuda o vestita, che reclamizza un sito di appuntamenti per giovani cristiani (qui l'immagine della pubblicità), o il sito che aiuta a far i compiti di algebra su cui campeggia la foto di Bush e la scritta: “è importante saper far di calcolo, se non volete trovare un lavoro per cui dopo 8 anni venite licenziati”, o ancora un sistema per rendere blu fosforescente l'acqua che scende nel lavandino, pubblicizzato tra gli oggetti must per gay (“leggi di più su gaygadget.com, dove troverai i gadget per cui i gay vanno pazzi”).

A furia di trovare messaggi al confine tra il vero e la burla, uno degli sport preferiti di alcuni utenti è quello di fare la parodia ai temi più pubblicizzati sul social network, o divertirsi con gag da poche battute. Urlesque per esempio ne ha confezionato una trentina: c'è la pubblicità del tour in prigione (dove dopo la visita potrete anche fermarvi e farvi arrestare), il messaggio d'amore improbabile (siamo usciti dallo stesso ascensore, non credi sia il segno divino del nostro essere anime gemelle?), la presa in giro sull'iPad (spendi un sacco di soldi per vedere internet come fanno già tutti gli altri che non ce l'hanno), il nonsense sul cheeseburger (quando hai voglia di un hamburger con del formaggio dentro, non c'è niente di meglio di un buon cheeseburger).