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di Nicola Bruno


Icone lampeggianti, sfondi stellari, testi a scorrimento, tabelle a più non posso... Si fa presto a dire funzionalità, minimalismo, chiarezza. Quante volte, mentre navighiamo online, ci imbattiamo in siti che definire inguardabili è dir poco?
Nonostante i dettami del web 2.0 siano chiari da anni (poche immagini, sfondi puliti ed essenziali, testi ridotti all’osso), in rete proliferano ancora molti relitti del web 1.0. Siti che vivono ancora nel fantastico (e confusionario) mondo della rete degli anni ‘90, quando l’importante era stupire, frastornare, riempire di decine di input gli utenti.

Un gruppo di utenti della community di Reddit (popolare sito di condivisione di risorse online) ha deciso di non lasciare impuniti questi orrori del web-design e ha iniziato a raccogliere in una pagina online quelli che possono davvero essere considerati i peggiori.

Per ora a vincere in maniera inequivocabile è questo sito norvegese che vende gadget tecnologici di ogni tipo. Con tutte quelle micro-tabelle sovrapposte, le immagini volutamente trash e la grafica ispirata ai depliant promozionali dei supermercati è davvero peggio di un pugno negli occhi.

Una valanga di “non mi piace” anche per il sito per matrimoni di Yvette, ormai diventato un vero e proprio cult nel suo genere. L’autrice sembra essere a digiuno di qualsiasi nozione grafica, oltre che di impaginazione: le immagini sono spesso sfocate e sovrapposte con tabelle fluorescenti, i link occupano qualsiasi spazio disponibile e spesso sono anche in più lingue/alfabeti.

I lettori di Time si chiedono se questi due siti siano davvero peggiori di quello ufficiale della Casa Bianca, era Clinton, ancora oggi accessibile online e da molti preso di mira per la sua totale mancanza di usabilità e senso grafico.

Sul libro nero dei siti più brutti del web finiscono di diritto anche le pagine web di Bakers Junction, sito turistico-promozionale statunitense: anche qui icone a più non posso, spesso di pessimo gusto, come questi teschi su sfondo “galassia spaziale” che fanno venire i brividi per il solo cattivo gusto. Gli scheletri e le immagini sfocate sono di casa anche su questo sito giapponese, che si sforza di tenere in vita un’altra caratteristica del web 1.0: i suoni di benvenuto per l’homepage.

Consensi a iosa anche per questo rivenditore di auto, sulla cui homepage campeggia tutto un campionario del cattivo gusto: valga per tutto l’immagine di bin Laden agonizzante colpito da un bambino con la pistola giocattolo.

Anche tra i siti di informazione c’è chi ancora è rimasto indietro di dieci anni: il norvegese Verdens Gang, sembra una brutta copia dei peggiori tabloid.
Forse i gestori farebbero bene a dare un’occhiata alle pagine di The World Worst’s Website, risorsa online disponibile anche in italiano che spiega quali sono gli errori da evitare per non finire nella lista dei peggiori siti web del mondo.