Guarda la FOTOGALLERY

di Federico Ercole


Dagli albori della fantascienza Marte, il Pianeta Rosso per via delle sue sabbie e rocce arancione scuro, è stato uno dei luoghi favoriti dagli scrittori di questo genere. Dalle avventure di John Carter scritte nel primo ‘900 da Edgar Rice Burroughs, il celebre inventore di Tarzan, ai sofisticati romanzi di Philip K. Dick fino alle Cronache Marziane di Ray Bradbury il quarto pianeta del sistema solare continua ad affascinare soprattutto adesso che ne possiamo sbirciare i panorami grazie alle immagini delle sonde inviate nella sua superficie.

I videogiochi, che prendono sovente spunto dalla fantascienza non hanno ignorato il Pianeta Rosso, così nel 2001 Volition Games, prodotta da THQ, ha dato vita a Red Faction, una notevole serie ambientata tra le sabbie e le rocce di Marte – solo il secondo capitolo si svolge sulla Terra- che narra delle imprese e delle rivoluzioni dei coloni contro le asperità del luogo e l’egemonia delle multinazionali terrestri. Dopo dieci anni dal primo episodio, sta per uscire per PS3, Xbox 360 e PC il quarto episodio della saga: Red Faction Armageddon.

Guarda il trailer



Armageddon si svolge nel 2170, cinquanta anni dopo gli eventi narrati in Red Faction Guerrilla. La rivoluzione ha reso Marte una colonia indipendente ma la superficie del pianeta, un tempo abitabile, è ora diventata un territorio difficilmente vivibile a causa di devastanti fenomeni atmosferici.
Gli esseri umani vivono dentro tunnel scavati per le miniere, ma è proprio dal sottosuolo che sorge una nuova e terrificante minaccia prima sopita: un intero ecosistema di creature mostruose si scatena contro i coloni. Così l’atmosfera “apocalittica” del gioco sembra rimandare a Fantasmi da Marte di John Carpenter sebbene nel film non vi fossero mostri ma entità che si impossessavano degli umani.

Una delle caratteristiche fondamentali di Red Faction, quella di potere distruggere ogni elemento degli scenari, torna anche in questo episodio che differirà comunque dal precedente per una maggiore linearità dell’esperienza di gioco, pensata per favorire la componente più fanta-horror e le atmosfere claustrofobiche di Armageddon.

L’elemento narrativo non è secondario all’azione, d’altronde i grandi videogiochi di fantascienza ci hanno insegnato che una trasposizione videoludica di questo genere può funzionare solo se non rinuncia agli elementi fondamentali di quest’importantissima forma di letteratura: la complessità dei personaggi e la riflessione filosofica e politica sul presente.