di Federico Guerrini

Sii quello che sembri”, diceva Lewis Carroll, l’autore di Alice nel Paese delle meraviglie, che di specchi e apparenze se ne intendeva. Se fosse nato almeno un secolo dopo, avrebbe probabilmente aggiunto “anche su Facebook”. Il proprio profilo sul social network fondato da Mark Zuckerberg, che pare si sia vicino a raggiungere i 700 milioni di utenti,  è diventato per molte persone importante quanto, se non più, della carta di identità, come  biglietto da visita da presentare al mondo.

Logico dunque, che all'elemento più visibile del profilo, la foto, venga dedicata particolare attenzione. Una ricerca della società Pixable, effettuata prendendo in esame un campione di 500.000 degli 800.000 utilizzatori dell’applicazione su Facebook, rivela come gli utenti cambino in media diciotto volte l'anno la foto del loro profilo, tre volte di più di quanto facessero nel 2006. Le donne sono le più assidue, visto che modificano a rotazione l'immagine ogni due settimane; i loro colleghi maschi ogni tre.

Le foto del profilo, ricorda Pixable, rappresentano il 10 % di tutte le foto pubblicate su “faccialibro” che è ormai da tempo, oltre che il maggiore social network, anche il più grande sito di photo sharing esistente su Internet, con un archivio che dovrebbe raggiungere i 100 miliardi di immagini entro l'estate.

Si tratta naturalmente di dati che devono essere interpretati. Il fatto che le signore mettano mano più spesso al  ritratto sul social network significa che sono più attente all'immagine e consapevoli dell'importanza del look in Rete, o soltanto che sono più vanitose? L'infografica di Pixable non lo dice, né d'altronde potrebbe farlo, essendo i dati di partenza troppo scarni.

Qualche dettaglio in più si può ricavare da una ricerca della società Human Highways, risalente allo scorso marzo. L'indagine si intitola Facebook Faces,  ed è stata condotta sulle foto del profilo di un campione di un migliaio di italiani che usano Facebook: i risultati confermano come le appartenenti al gentil sesso diano maggiore importanza alla foto del profilo.

Le italiane tendono a comparire più degli uomini in  prima persona e il loro  sguardo è diretto più di frequente a chi guarda la foto.  Sono più fantasiose nella scelta della loro immagine e alle inquadrature di tipo didascalico preferiscono quelle in grado di suscitare  emozioni, comunicando bellezza, sensualità, e allegria. Indossano inoltre abiti di proporzioni più ridotte – costumi, canottiere, scollature a balcocino abbondano -  e questo, a voler essere maliziosi, spiega in parte perché abbiano in media più “amici” sui social network.

Lo studio delle relazioni tra abito, emozioni e numero di amici, svolto da Human Highways, sembra suggerire una sorta di  “legge dell’immagine di profilo di Facebook”: più l’immagine parla di una persona senza legami, incline  al divertimento e capace di suscitare emozioni, più il numero di amici sale. D’altro canto, chi ha meno amici virtuali “compensa” comparendo più spesso in foto assieme al proprio compagno e racconta più di frequente di avere in corso una relazione stabile o un matrimonio.

Questi risultati sembrerebbero deporre a favore delle argomentazioni dei tecno-scettici, che fin dall’inizio del boom dei social network sottolineano come il valore delle relazioni instaurate online sia ben difficilmente paragonabile a quello presente nei legami consolidati attraverso anni di frequentazione in carne ed ossa. La voglia di catturare l’attenzione con un’immagine seducente non sarebbe perciò tanto indice di una vita relazionale intensa e appagante, quanto di bisogno di amicizia.