di Federico Guerrini

Emozioni, fotografie, pensieri. Ogni giorno milioni di persone riversano una parte di sé stessi nei social network alla Facebook, in un processo che a poco a poco porta alla costruzione di una vera e propria identità digitale, diversa da quella consueta.

Il che spiega forse il proliferare di startup e progetti mirati a catalogare e rendere consultabili tutte le azioni effettuate nelle reti sociali: oltre a essere un gesto narcisistico, alla base c'è forse un tentativo di riappropriarsi di una parte di sé stessi.

L'ultima iniziativa di questo genere, in ordine di tempo, arriva da Intel. La celebre casa di processori per Pc, ha lanciato un sito, il Museum of Me, che utilizza le informazioni prelevate da Facebook (naturalmente, dopo che si è autorizzata l'applicazione ad accedere al proprio profilo) per creare  una sorta di tour virtuale della vita di un individuo, passando di sala in sala, proprio come se ci si trovasse in un museo.

In alcune stanze campeggiano i ritratti degli amici, in altre le foto scattate e postate sul social network, i link suggeriti in bacheca, i luoghi visitati e i filmati caricati online. I programmatori di Intel hanno perfino pensato a inserire nelle varie sale dei visitatori virtuali che sembrano ammirare quanto esposto, in modo da aggiungere un tocco di realismo all'esperienza. Vedersi al centro di uno spazio espositivo appaga senz'altro il lato narcisistico di chiunque, ma ha anche qualcosa di straniante e inquietante, un'impressione accentuata dalla musica del compositore e artista visuale Takagi Masakatsu.

In realtà, come appare chiaro negli ultimissimi fotogrammi, l'applicazione, che ha già raggiunto i quasi 450.000 “mi piace”, non è altro che una pubblicità molto originale e ben congegnata per il nuovo processore Core i5. Uno spot “virale” senz'altro di successo, anche se, forse perché le retrospettive sono dedicate di solito a persone morte da tempo, l'impressione generale lasciata dalla visita ha qualcosa di funerario e cimiteriale il che, in un'ottica di vendite potrebbe rivelarsi controproducente.

Più tranquillizzante e amena è un'altra applicazione, Social Memories, con cui è possibile creare un libro in cui pagina dopo pagina vengono messi in evidenza alcuni dati relativi alla propria presenza su Facebook – gli amici con cui si interagisce di più, la percentuale di commenti ricevuta ai contenuti postati, e molto altro. Si può poi sfogliare il libro online, caricare alcune pagine sotto forma di fotografie sul proprio profilo o ordinare l'equivalente cartaceo che viene prodotto in Germania e spedito a domicilio al modico costo di 19 euro più spese postali.

Memolane un software creato da una startup con sede a San Francisco, permette invece di creare una specie scaletta cronologica della presenza di una certa persona sui principali social network. Post e commenti provenienti da Twitter, Facebook, Flickr, Foursquare e altre reti sociali, vengono visualizzati su una timeline che è possibile scorrere avanti e indietro in maniera molto intuitiva. Si possono anche creare delle “storie”, ovvero delle timeline costruite ad hoc dall'utente pescando e rimescolando i contenuti provenienti dalle varie fonti.