di Marco Agustoni

Quando leggete le news online, occhio a non cadere nella Rete dei burloni: notizie fasulle o scoop sensazionali che si sono rivelati semplici trovate pubblicitarie sono sempre esistiti, ma il Web, con il suo potere di connessione e con la sua rapidità di diffusione, è diventato un amplificatore di panzane. Il caso più recente è quello del video My Social Tattoo, in cui una ragazza si fa tatuare sul braccio le foto di tutti i suoi amici di Facebook: il filmato è stato visto da milioni di persone, che hanno commentato (spesso in maniera negativa) l’idea, dando vita a interminabili discussioni. Peccato che non si trattasse di tatuaggi, bensì di decalcomanie, e che il filmato fosse solo una trovata di viral marketing per pubblicizzare una ditta specializzata nella stampa di foto su tazze, t-shirt e gadget vari. Ma, come detto, non si tratta del primo caso.

Tra le burle più famose e riuscite, va senza dubbio annoverata quella di bonsaikitten.com (leggete il racconto di Paolo Attivissimo, blogger specializzato in bufale), sito che prometteva la vendita di “gatti bonsai”, ovvero mici fatti crescere all’interno di contenitori di vetro di vario tipo, così da assumerne la forma. Nonostante gli ideatori avessero reso evidente sin dall'inizio l'intento ironico della trovata, non riuscirono a evitare furiose polemiche, che portarono addirittura all’intervento dell’FBI. La versione italiana del sito generò articoli indignati su quotidiani a diffusione nazionale e la chiusura dello stesso da parte della Polizia Postale in seguito alla denuncia di personaggi anche in vista, come ad esempio la presentatrice televisiva Licia Colò.

Inutile storcere il naso, prima o poi ci cascano tutti: anche la rispettabilissima BBC, che l’anno scorso contribuì a diffondere il falso scoop su un uomo che si sarebbe infettato con un virus informatico. A traino, metà dei siti e dei giornali del mondo riportarono la notizia. Proprio in questi giorni, invece, si è scoperto che la blogger omosessuale siriana Amina, il cui presunto arresto aveva mobilitato l’opinione pubblica di tutto l’Occidente, è in realtà un quarantenne americano di nome Tom MacMaster. Un’altra notizia più volte smentita è quella relativa all’intenzione di una nota compagnia aerea low cost di implementare voli che prevedano posti in piedi invece che a sedere: la stessa azienda avrebbe messo in giro la voce, con il semplice intento di far parlare di sé.

L’abbinamento fotoritocco digitale più web ha, dal canto suo, generato un fiume di immagini implausibili (e spesso di cattivo gusto), ma che nonostante tutto sono state prese per vere da molti creduloni: basti pensare allo scatto fasullo al cadavere di Osama Bin Laden che, a poche ore dall’annuncio della sua uccisione, cominciò a girare sulle principali testate di informazione. Tra le panzane finite in Rete, per finire, non potevano ovviamente mancare quelle sugli avvistamenti di Ufo o sull’esistenza di extraterrestri, a partire dalla celebre autopsia aliena del 1947 (il video fu in realtà girato nel 1995 con un manichino ripieno di interiora animali), per arrivare alle tonnellate di filmati e fotografie realizzati con i più bizzarri e a volte creativi espedienti. La morale? Diffidate, gente, diffidate. E se per caso vi accorgeste di avere abboccato all’amo, rideteci su, perché siete in compagnia della buona parte dei giornalisti professionisti di questo mondo.