di Floriana Ferrando

Magari non firmerete autografi per strada e i teenager non si strapperanno i capelli per voi, ma per la vostra cerchia di amici online siete una vera e propria star, almeno secondo Klout. Si tratta dell’ultimo arrivato tra i servizi che tracciano l’influenza degli utenti in rete, valutando la reputazione sui principali social network , da Twitter a Facebook e, da poco, anche su LinkedIn, la rete professionale per eccellenza.

Il meccanismo è semplice: la startup californiana valuta la nostra vita virtuale usando complessi algoritmi di ranking e facendo un’analisi semantica dei contenuti, fino ad assegnare all’attività di ogni utente un punteggio che va da un minimo di zero (per coloro che proprio non ce la fanno a curare amicizie digitali) a un massimo di cento punti (per chi sul web si è costruito una vera e propria seconda vita). Ma non basta collezionare amici o postare link a raffica per salire in classifica, è la qualità che conta. Klout valuta infatti la nostra capacità di essere opinion leader e buoni divulgatori. Ad esempio, su Twitter analizza come, cinguettio dopo cinguettio, si riesce a dare vita a conversazioni con molti follower; su Facebook, invece, a contare sono i commenti e i Like collezionati per ogni aggiornamento di status o risorsa condivisa.

Di recente Klout ha allargato il proprio raggio di analisi anche a LinkedIn, un passo non da poco se si considera che la rete professionale ha superato i cento milioni di utenti. “LinkedIn è stata una delle maggiori richieste dei nostri utenti - spiega Joe Fernandez, CEO e co-fondatore di Klout - La gente dà grande importanza alle relazioni d'affari e siamo entusiasti di essere in grado di includere le attività e le connessioni di LinkedIn nel calcolo del punteggio Klout”. Chissà che il matrimonio fra Klout e LinkedIn non rappresenti l’ultima frontiera del mercato del lavoro… D’altronde non sarebbe una novità, basta pensare al servizio Klout Perks grazie al quale società o aziende possono individuare i professionisti più stimati in una determinata area e accaparrarseli offrendogli opportunità e servizi esclusivi.

A consacrare il successo del servizio è la sua trasversalità: dalle celebrità alle persone comuni, tutti possono conquistare una posizione nella classifica di Klout. E può anche capitare che un utente del tutto sconosciuto riesca a superare le star del mondo dello spettacolo. Anche se quest’ultime, inutile negarlo, partono con una marcia in più: basta guardare il baby cantante Justin Bieber che si è guadagnato il punteggio massimo, staccando Lady Gaga di appena una manciata di punti. Eppure, viene da chiedersi, un ragazzino adolescente avrà davvero così tante cose interessanti da dire?