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di Federico Ercole


Operazione “rainfall”, ovvero “acquazzone”, così si chiama l’azione congiunta degli appassionati di videogiochi americani che ha portato Xenoblade Chronicles, un videogioco di ruolo giapponese sviluppato da Tetsuya Takahashi e Monolith Soft, già autore del leggendario Xenogears, in prima posizione nella classifica dei giochi più ordinati, quindi già pagati, di Amazon.com. Ma negli Stati Uniti il gioco non è stato ancora neanche annunciato e si è trattata di una strategia vincente dei fan per convincere Nintendo a distribuirlo. In Europa non è stato necessario perché finalmente, dopo più di un anno dalla sua uscita giapponese, arriverà nei negozi a settembre.

Xenoblade Chronicles, esclusiva per Wii, ci racconta di un mondo evolutosi con una straordinaria varietà di ecosistemi sulla superficie di due robot dalle dimensioni planetarie, la cui energia si è esaurita durante una battaglia durata eoni.
Guardando i suggestivi panorami di Xenoblade, che variano dallo splendore naturale di cascate che colano per centinaia di metri su strapiombi verdeggianti al fascino hi-tech di città così tecnologicamente sofisticate da levitare nel cielo, sembra incredibile che siano contenuti dentro quegli immani corpi bio-meccanici.

Il protagonista del gioco è Shulk, il ragazzo biondo dai grandi occhi in stile “anime” che erediterà il potere di brandire la lama dai poteri devastanti che da il titolo al gioco, la Xenoblade. Come in ogni videogame di questo genere, i cui esempi più noti sono le serie di Final Fantasy e Dragon Quest, ci saranno molti altri personaggi ad accompagnarci in questa lunga (si parla di quasi cento ore di gioco) avventura: Fiorung, la fanciulla amica, più o meno teneramente, di Shulk; il tetro Dumban, dal braccio destro inutilizzabile ma ancora in grado di impugnare una katana; Riki, un mercante che appare come un bambino ma che ha già sei figli.

Le battaglie di Xenoblade ricordano quelle viste in Final Fantasy XII, con i personaggi che attaccano automaticamente secondo azioni marziali e magie pre-selezionate dal giocatore che ne gestisce anche i movimenti. Il giorno e la notte si alterneranno nel mondo di gioco, che sembra vastissimo, e la perlustrazione delle sue zone sarà un elemento fondamentale del gameplay.

Secondo molta critica occidentale i giochi di ruolo giapponese sono un genere in via di declino, sostituiti nel cuore degli appassionati da quelli occidentali come Elder Scrolls, Dragon Age e Fallout.
Quello che è successo negli Stati Uniti con Xenoblade dimostra invece che sono ancora desiderati e amati dal pubblico e tutt’altro che un prodotto di nicchia. ma una delle invenzioni ludiche più importanti della storia dei videogiochi.

Sembra che l’operazione “rainfall” si ripeterà per un altro gioco uscito da tempo in Giappone ma ancora inedito in occidente: The Last Story, l’ultima creazione per Wii del geniale Hironobu Sakaguchi, l’inventore di Final Fantasy.