GUARDA LA FOTOGALLERY

di Federico Ercole

Dante, l’eroe mezzo-demone inventato da Shinji Mikami (Resident Evil, Vanquish) e da Hideki Kamiya (Bayonetta), ha fatto la sua comparsa nel mondo dei game nel 2001 quando è uscito il primo capitolo di Devil May Cry, gioco d’azione horror destinato presto a diventare di culto. Ora la casa produttrice giapponese Capcom ha annunciato il quinto capitolo della serie, per PS3 e XBox 360, destinato ad arrivare nei negozi non prima del 2012.

Desiderosa di rivoluzionare la saga, Capcom ha affidato questo seguito al team europeo Ninja Theory, che ha reinventato proprio il protagonista e ha intitolato il videogame semplicemente DmC, Devil may Cry, ovvero un nuovo inizio.

Guarda il trailer



Il nuovo Dante appare più realistico del suo predecessore ed è molto giovane. Ha i capelli neri e sembra un ragazzo ribelle e tormentato, fuma sigarette e ha dei problemi con la polizia. Inizialmente i fan non hanno gradito questo drastico cambio di look. E forse proprio per questo durante l’ultimo E3 di Los Angeles è stato mostrato un Dante in grado di trasfigurarsi e recuperare la “classica” chioma a tinta bianca. Inoltre il nuovo protagonista porta il soprabito rosso (come negli altri capitoli della saga) e condivide la sua perizia con le doppie pistole e lo spadone, armi con le quali elimina elegantemente decine di orridi demoni.

La vera innovazione di DmC è proprio il team di sviluppo. Ninja Theory è responsabile di due giochi notevoli come Heavenly Sword e il bellissimo Enslaved: odissey to the west.
Questa software house inglese, con la quale ha collaborato Andy Serkis, il Gollum de Il Signore degli Anelli di Peter Jackson, ha dimostrato nei due lavori precedenti la facoltà di disegnare scenari molto vari e suggestivi, spesso poetici, e soprattutto una grande abilità nel raccontare le storie e di rendere plausibile, vera, l’animazione dei personaggi.

Sebbene i primi episodi della serie, tranne il poco riuscito secondo, siano dei capolavori, possiamo aspettarci anche questa volta un grande videogame. Ma non ci fermeremo solo su una splendida superficie elettronica fatta di orrore, fanciulle guerriere bellissime, combattimenti stilosi, boss enormi, melodramma in stile manga e ironia. Scenderemo invece nella profondità tormentata della psiche di Dante e forse impareremo a conoscerne le angosce e la follia latente meglio che negli altri giochi.