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I 100 marchi più “social” del 2010

di Raffaele Mastrolonardo

Agli irlandesi piace la birra, gli italiani vanno pazzi per calcio e Nutella e gli americani proprio non possono rinunciare al fast-food. Stereotipi e pregiudizi tante volte sentiti (e spesso smentiti dagli interessati) che trovano ora una conferma inaspettata e, a suo modo, autorevole: la popolarità dei marchi su Facebook così come è calcolata dalle classifiche elaborate da siti specializzati come SocialBakers o FameCount. Insomma, paese che vai, brand che trovi e cliché nazionale che viene certificato dal social network più famoso del mondo attraverso il numero di “like” che le aziende ricevono sulle versioni nazionali del “libro delle facce”. Con buona pace degli sforzi fatti da una nazione per liberarsi da vecchi preconcetti. 

STATI UNITI - Gli Stati Uniti, per esempio, ospitano alcuni dei migliori ristoranti del mondo ma faticano a togliersi di dosso l'immagine di popolo amante solo di hamburger e hot dog. E Facebook, a quanto pare, non fa nulla per aiutarli. Come notava il sito dell'emittente ABC, nelle prime posizioni dei brand più graditi dagli utenti a stelle e strisce si segnalano ben tre marchi del cibo da consumarsi velocemente: McDonald's (che però scala le classifiche un po' ovunque), Subway e Taco Bell. Una presenza che non passa inosservata e che collima perfettamente con i più antichi pregiudizi sulla scarsa cultura culinaria degli statunitensi.

IRLANDA E INGHILTERRA - Da questa parte dell'Atlantico, invece, Facebook non attenua anzi rafforza la convinzione che gli irlandesi, oltre ad essere dei buoni cattolici, sono anche dei buoni bevitori. I compatrioti di James Joyce possono anche protestare che nei pub di Dublino si va soprattutto per ascoltare buona musica, ma il responso della classifica lascia poco spazio alle repliche: nella top ten entrano la birra Guinness (ben due volte), la crema di whisky Bayley's, il whisky locale Jameson e pure la vodka Smirnoff. E di poca consolazione per gli abitanti dell'Eire sarà la constatazione che dall'altra parte del canale di San Giorgio, forse in ossequio alla tradizione del té delle cinque, gli inglesi emergono come raffinati amanti di pasticcini: a questa categoria appartengono infatti metà dei primi 10 marchi più amati su Facebook.

ITALIA - Quanto agli italiani, anche a noi lo specchio della rete sociale più popolare del pianeta non risparmia un'immagine ricca di cliché: siamo amanti del calcio, dei telefonini  e del cioccolato (ma nella versione più nazional-popolare o, se vogliamo, morettiana). Al primo posto dei brand più apprezzati dagli utenti Facebook del Balpaese – dicono i numeri di SocialBaker - si colloca infatti la Nutella, poi la Juventus, Vodafone e Tim.

L’ESPERTO - Ma saremo poi veramente così? Forse sì, di certo però, affermano gli esperti, questi dati vanno presi con molta cautela. E' infatti assai difficile monitorare i brand di un singolo Paese sul social network di Mark Zuckerberg. “Attualmente non esiste un modo per dire ad un software di estrarre automaticamente da Facebook tutte le pagine di una data nazionalità”, spiega Vincenzo Cosenza, blogger ed esperto di comunicazione digitale, diventato negli anni il punto di riferimento quando si parla di numeri relativi al servizio di Mark Zuckerberg. “E' quasi impossibile quindi stilare e mantenere nel tempo graduatorie comprensive e del tutto attendibili”. Questa è la ragione per cui, afferma, non esiste una classifica ufficiale dei brand italiani e graduatorie come SocialBakers e FameCount, per quanto interessanti, non vanno prese per oro colato. Anche perché differiscono sensibilmente. Nella prima, per esempio, mancano il Milan (che con 5 milioni di amici doppia la Juve), Gucci e la Ferrari che figurano invece ai primi posti della seconda. E anche dove paiono concordare, come nel caso della Nutella (prima per SocialBakers, seconda
per FameCount), sotto la superficie si annidano divergenze. In un caso, con poco più di 3 milioni di fan è la pagina italiana ad essere indicata, nell'altro quella internazionale che raccoglie oltre 10 milioni di consensi.

Insomma, il consiglio è di andarci piano, con certe classifiche perché, esattamente come gli stereotipi possono essere divertenti ma possono anche mandarci fuori strada.