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di Federico Guerrini

Chissà se il grande scrittore francese Marcel Proust, vanitoso come pochi, sarebbe contento di aver dato il proprio nome a un social network. Il gusto quasi ossessivo del ricordo che caratterizza il suo capolavoro “Alla ricerca del tempo perduto” è alla base di una nuova rete sociale, Proust.com, che punta a ricavarsi una nicchia nell'affollato panorama del networking on line. L’idea è quella di intercettare e catalogare le memorie più preziose dei suoi utenti che, sulla scia dei Questionari Proust (un gioco di società di domande e risposte, in voga alla fine dell'800, a cui partecipò anche lo scrittore), ripresi di recente anche da Vanity Fair, vengono spinti a rispondere a delle domande sui principali “capitoli” della loro esistenza.

Proust.com è stato lanciato dall'italo americano Tom Cortese e dal suo collega Jason Fotinatos a partire da una constatazione molto semplice: su Facebook si condividono un sacco di cose, ma per la maggior parte si tratta di materiale poco rilevante, in altre parole, fuffa; un po' per distrazione un po' per riservatezza, ci si guarda bene dal mettere in comune con decine di pseudo “amici” i ricordi più cari, quelli che hanno contribuito a formare la nostra identità: il primo bacio, un regalo da parte dei genitori, quel concerto o quel libro che ci ha cambiato la vita.

Proust, che ha per slogan “know the ones you love”, conosci quelli che ami, vorrebbe invece nutrirsi di tutto questo, diventando un punto di incontro per i membri di una stessa famiglia e gli amici più intimi. 

Con un po' di fantasia, si potrebbe affermare che il sito di Cortese e Fotinatos sta a Facebook come una seduta guidata con uno psicologo sta al test con le macchie di Rorschach. Su Proust ci sono più di 100 categorie di domande: da quelle sul fidanzamento, agli anni di scuola, ai ricordi sportivi, e le risposte possono essere arricchite da materiale multimediale, come foto e video, e geotaggate, collocando su una mappa i luoghi che hanno fatto da palcoscenico delle varie storie.

L'integrazione con Facebook Connect garantisce che, per quanto riguarda il materiale, sia possibile “pescare” le immagini anche dai propri album inseriti su “faccialibro”, invitare “gli amici” a connettersi, porre loro delle domande e taggarli nelle proprie storie.

Ma i veri punti di forza di Proust.com, quelli che potrebbero garantirgli un certo appeal, sono la cura posta sull'aspetto grafico del network, e le varie soluzioni escogitate per impaginare e rendere consultabili le informazioni fornite: dal libro sfogliabile online, di cui presto dovrebbe essere disponibile anche una versione cartacea, alla timeline in cui vengono evidenziate le pietre miliari delle esistenze degli iscritti.

I punti deboli invece possono essere riassunti in uno solo: ve la sentireste di affidare i vostri ricordi più importanti a una piattaforma online? Certo Cortese, intervistato da GigaOm, assicura che i dati sono ben custoditi, ma le innumerevoli storie di hacking comparse sui media negli ultimi tempi dimostrano che in questo campo non c'è nulla di davvero sicuro: qualsiasi cosa messa online è accessibile, sapendo come fare.

Sarà solo paranoia da addetti ai lavori, ma crediamo che difficilmente il nuovo nato potrà conquistarsi la fiducia di una fetta consistente di internauti. E pazienza, se Monsieur Proust se ne avrà a male.