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di Raffaele Mastrolonardo

Bill Clinton si vanta delle proprie prestazioni sessuali, Nick Nolte non è da meno, la regina d'Inghilterra bacchetta i potenti del suo Paese e decanta il sapore del gin. Intanto, Gesù Cristo si impegna in uno corpo a corpo dialettico con Harry Potter e Lord Voldemort spande pillole di pessimismo. Il tutto, vanterie virili e contese pseudo-religiose, rigorosamente in 140 caratteri su Twitter. Non si tratta, ovviamente, della voce dei personaggi reali (anche perché alcuni non esistono) ma di caratteri fittizi che fanno il verso a celebrità, istituzioni, protagonisti di film e romanzi in una nuova, sincopata specie di satira che raccoglie sempre più seguaci in rete e di cui il sito Business Insider ha scelto gli esempi più riusciti e divertenti.

CINGUETTII REALI - Tra i migliori selezionati dal magazine c'è la “regina” Elisabetta, con oltre 400 mila follower. Mai volgare, sempre formale, la sovrana si presenta come un'eccentrica e modana zia, che saluta l'arrivo del lunedì con una citazione dalla canzone Manic Monday delle Bangles e ha un debole nascosto per l'alcool. Frequentatrice del jet set, Sua Maestà si può permettere di non mandarle a dire ai potenti del Regno Unito e del mondo. Al primo ministro Cameron domanda quale parte del concetto “far crescere l'economia” gli sia sfuggita, mentre al Congresso americano raccomanda di trovare presto una soluzione alla questione del debito, altrimenti – dice - si vedrà costretta a revocare l'indipendenza degli Stati Uniti.

STEVE JOBS
- Nella lista trova posto anche il falso Steve Jobs (oltre 450 mila follower), che non twitta più da qualche mese ma il cui patrimonio di messaggini accumulato fino ad ora merita - secondo BusinessInsider – una visita e garantisce sorrisi ad appassionati e non della Apple. Come quando @falseSteveJobs dice la sua sulle polemiche intorno alla società della Mela, per esempio quella relativa all'iPhone che traccia i movimenti degli utenti: “Vuoi sapere dove è andato tuo marito durante il viaggio di lavoro? C'è un app anche per quello”.

GESU' VS HARRY POTTER – Tra gli account satirici più divertenti non mancano inoltre quelli ispirati ai “cattivi” di celebri saghe. C'è Lord Voldemort (1 milione e 469 mila seguaci) di Harry Potter che esprime in 140 caratteri la sua cupa visione del mondo (“Caro Babbo Natale, ti farò risparmiare un po' di tempo con le tue liste: mi preparo ad essere cattivo ogni anno”). E c'è Darth Vader di Guerre Stellari che, quanto a pessimismo, non scherza neppure lui: “Odio – scrive – i giorni in cui mi sveglio dalla parte giusta del letto”.

Dall'altra parte dello spettro etico si situa, almeno in teoria, il falso account di Gesù Cristo con 300 mila follower. Ma chi si aspetta messaggini edificanti resterà spiazzato: il Messia impersonato sul sito di microblogging è sempre in competizione con altri profeti, dei o personaggi dotati di poteri magici e rivela un ego un po' inflazionato al limite del blasfemo (e anche un po' oltre): “Chi è stato – chiede per esempio - il primo modello di biancheria intima? Lo avete davanti”.

CLINTON E NOLTE - Di certo il livello di egocentrismo non scende con @PimpBillClinton, 114 mila follower e costanti riferimenti alle abitudini e alle virtù sessuali dell'ex presidente degli Stati Uniti celebrate in frasi del tipo: “Se non hai mai visto il numero seriale di un preservativo è perché non hai mai dovuto srotolarlo fino a quel punto”. Per palati forti anche un fittizio Nick Nolte che, in riferimento alla vicenda del politico americano Anthony Weiner scrive: “Chiamatemi pure uomo d'altri tempi ma io non ho bisogno di Twitter per mostrare i genitali agli estranei”. Mentre richiede un senso dell'umorismo più raffinato (e una buona conoscenza dell'inglese) il falso manuale di stile dell'agenzia di stampa Associated Press.

MEGLIO DI QUELLO VERO – L'arte della parodia su Twitter non si esaurisce comunque con i nomi proposti da Business Insider. Tra le espressioni più riuscite di questa forma di satira c'è sicuramente @MayorEmanuel, falso avatar dell'allora candidato sindaco di Chicago Rahm Emanuel. L'account ha impersonato l'ex collaboratore di Obama durante la vittoriosa corsa alla poltrona di primo cittadino della città americana accentuando il linguaggio greve del personaggio e conquistando più follower (48 mila) dell'account del vero Emanuel fermo a 23 mila 500. Dan Sinker, professore di giornalismo e creatore di @MayorEmanuel si è guadagnato per questa impresa un elogiativo profilo su The Atlantic.

NON SOLO TWITTER - L'idea di creare uno scarto ironico impersonando online personaggi noti non si ferma a Twitter. Vitor Knijnik, pubblicitario brasiliano, ha dato vita alla fortunata serie Blog do Alem (blog dall'aldilà) in cui con la scrittura dei diari online si cimentano personaggi del passato come Leonardo Da Vinci, Darwin, Freud o anche Bob Marley. La leggenda del reggae rivela, per esempio, come “No woman, no cry”, una delle sue canzoni più celebri, sia il tentativo di consolare la moglie Rita, disperata per l'inguaribile smemoratezza del marito al quale nemmeno decine di post-it appesi per la casa servono a ricordare le più banali incombenze.