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di Federico Guerrini

Una delle prime, e più importanti scelte delle giovani startup è quella di darsi un nome. Se poi l'azienda ha successo, il nome diventa talmente popolare da poter dar origine perfino a dei verbi, come è successo a Google, il cui marchio è diventato un verbo “to google”, che indica l'azione di effettuare ricerche in Rete.

O come è accaduto nel caso di Facebook: “facebook me” è una locuzione inglese abbastanza comune, quando due persone appena conosciute vogliono restare in contatto attraverso il social network. Ed è anche un modo più elegante (e meno invasivo) rispetto a chiedere il numero di telefono…

Spesso il significato e le circostanze in cui è stata battezzata la startup destinata a diventare una stella del web cadono nell'oblìo. Chi si ricorda perché Twitter si chiama così? E Foursquare? Le storie di formazione sono sempre intriganti e il blog specializzato Mashable ha pensato bene di svelarne alcune, domandando ai fondatori di alcune delle più famose Internet company di rievocare i momenti in cui è stato scelto il fatidico nome.

TWITTER - Sulla storia di Twitter hanno avuto un influsso determinante i capricci della Dea Bendata. Partiti con l'idea di lanciare un nuovo servizio che aggiornasse tramite cellulare le persone di quanto stava accadendo nelle loro vicinanze, dopo una prima scrematura, i giovani componenti della società di podcasting di San Francisco “Odeo” si ritrovarono con due nomi fra cui scegliere “twitter” e “jitter”. La soluzione, non molto tecnologica, fu quella di scrivere due fogliettini, ficcarli in un cappello ed estrarne uno a sorte. Sappiamo poi come è andata a finire: ora il verbo “to tweet” – che letteralmente vuol dire “cinguettare” - è finito addirittura nell’Oxford Dictionary.

FOURSQUARE - Quanto al geo-social-network Foursquare (il riferimento è al gioco dei “quattro cantoni”), in cui i giocatori, posti ai vertici di un quadrato, devono rimbalzarsi una palla facendo attenzione a non toccarla più di una volta), il nome fu scelto per il suo appeal giocoso e divertente. Un po' come era accaduto per la precedente startup del fondatore Dennis Crowley, che aveva lanciato Dodgeball, poi acquistata e fatta silenziosamente morire da Google.

ZYNGA - Più originale la storia alla base del nome della popolarissima software house Zynga – creatrice di videogiochi come Farmville e il poker Texas HoldEm che hanno spopolato su Facebook. “Zynga” era il nome della bulldog del fondatore Mark Pincus, scomparsa dopo aver lottato per anni contro vari tumori. Una lottatrice insomma, fedele al suo nome, che in Swahili significa “principessa guerriera”.

APPLE - Fitto è il mistero sul nome di un'azienda che non è certo una giovane startup, ma che ha saputo rinnovarsi continuamente grazie soprattutto al talento del suo visionario creatore Steve Jobs. L'azienda in questione è ovviamente Apple, sul cui logo e brand circolano varie leggende: chi vuole che il riferimento ortofrutticolo derivi dal periodo trascorso in gioventù da Jobs come raccoglitore in una piantagione di mele; chi sottolinea il legame con l'amore del capo per i Beatles, la cui etichetta discografica si chiamava proprio Apple; e chi rievoca un episodio accaduto durante una delle prime riunione della società: sul tavolo dei partecipanti era rimasta una mela già addentata, da qui l'idea del logo col frutto mezzo morsicato.
Certezze non ce ne sono. E, a pensarci bene, questo alone di mistero sulle origini contribuisce ancor più al fascino di un'azienda che ha fatto del marketing (oltre che dell'eccellenza dei prodotti) la sua principale forza.