di Eleonora Brianzoli

Facebook, come al solito, è arrivato per primo. A poche ore dalla diffusione della notizia che alcune parti del satellite UARS potrebbero non disintegrarsi completamente al rientro nell’atmosfera terrestre, sono spuntati i primi gruppi per ridicolizzare le previsioni più apocalittiche. La probabilità che alcuni pezzi cadano sul nord Italia, infatti, varia dallo 0,6% all’1,5%. E gli esperti si stanno sgolando per ribadire che si tratta di simulazioni calcolate da un computer, che prende in considerazioni tutte le eventualità possibili, anche le più remote.

Così nasce l’evento “Caccia ai rottami del satellite UARS: vince chi trova più pezzi o si infetta della sindrome spaziale più grave” e “La caduta del satellite UARS”: per prepararsi alla catastrofe c’è chi si mette il casco e chi prepara “il retino e l’ombrello”. I più intrepidi hanno invece ipotizzato che il satellite cada davvero e hanno iniziato a sperare: “Se quel satellite cadesse in testa a chi dico io…

La crisi economica è sempre più acuta, la fiducia nel governo italiano è ai minimi storici ma Berlusconi non si stanca di ripetere che non darà mai le dimissioni. E allora la caduta del satellite potrebbe essere un complotto straniero. La soluzione finale messa in atto dai soliti cow-boy del pianeta: gli americani. Almeno, questo è quello che suggerisce Thenewsman, con il suo video realizzato per Youreporter