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Tutte le notizie su Max Payne

di Federico Ercole

“Pain” in inglese vuol dire “dolore” e Payne, il cognome di Max, suona nello stesso modo. Non si tratta certo di un caso: il poliziotto di New York inventato nel 2001 da Sam Lake di Remedy Software è un uomo davvero dolente, oppresso da traumi e sofferenza, con il cuore distrutto dal ricordo della strage della sua famiglia.
Dopo il secondo episodio datato 2003 e un film a lui dedicato del 2008 - poco riuscito malgrado un notevole Mark Walhberg nel ruolo del protagonista - Max Payne tornerà a marzo 2012 in un terzo episodio sviluppato per PS3, Xbox 360 e PC.

Rispetto al secondo episodio tante cose sono cambiate: lo sviluppo è passato a Rockstar Games, e l’ambientazione del gioco si sposta da una cupa New York ad una labirintica, pericolosissima e caliente San Paolo del Brasile.
Max non è più un poliziotto, ora lavora come guardia del corpo per un ambiguo uomo d’affari della metropoli brasiliana. Ancora una volta le cose vanno storte e il rapimento di una ragazza a lui affidata scatenerà la furia repressa nella depressione e nell’alcool, gettando Max nella spirale di una sanguinosa vendetta.
A giudicare del trailer, lo stile che anima le immagini e la storia di Max Payne 3 sembra più ispirato al genere pulp che non al noir dei primi due episodi.

Anche fisicamente Max Payne è del tutto diverso: lo vedremo più vecchio, muscoloso e anche più appesantito. Una barba trasandata gli ricopre le guance e a un certo punto del gioco si rade completamente il cranio, ostentando un nuovo look un po’ estremo, ma efficace.

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Si conferma invece la presenza anche in questo episodio del “Bullet Time”, tempo-proiettile, un effetto al rallentatore che consente di sparare ai nemici con più precisione mentre le pallottole scorrono lente attorno a Max.
E’ un effetto molto cinematografico che prende ispirazione dai grandi film noir degli anni novanta di Hong Kong, a cominciare da quelli del maestro del cinema d’azione John Woo i cui ralenti estremi e la splendida coreografia delle sparatorie hanno ispirato quasi tutti i videogiochi d’azione dalla fine degli anni novanta in poi. Nel 2008 lo stesso John Woo, dopo avere visto tanti videogame che gli ricordavano la sua opera, ha diretto Stranglehold, titolo che fa da sequel al suo capolavoro “Hardboiled”. Anche in Stranglehold c’è l’utilizzo sfrenato del Bullet Time.

Oltre all’ex-poliziotto, al centro di Max Payne 3 c’è anche San Paolo, la città intesa come personaggio. E non poteva essere altrimenti: con Grand Theft Auto la Rockstar Games ha programmato le metropoli virtuali più “vere”, plausibili e suggestive della storia dei videogiochi.