di Eva Perasso

“Hai sempre desiderato essere un altro? Ora puoi”. Lo dicevano le locandine di “Essere John Malkovich”, il film-satira di Hollywood in cui in una scena culto una impressionante folla si mostrava compatta con lo stesso viso: quello appunto dell’attore Malkovich. Ma sul camoufflage e sullo scambio di identità cinema e fantasia hanno fatto fortuna.
Dalle maschere, rappresentate in tutte le salse, ai trapianti di viso – come in “Face/Off” dove John Travolta, il poliziotto coraggioso, si fa impiantare il viso di Nicholas Cage, il temibile criminale –somigliare in tutto e per tutto a una celebrità è un sogno che oggi diventa realtà. Virtuale, ovviamente: ci pensa un software che permette di cambiare i propri connotati con quelli di attori, cantanti e politici di tutto il mondo.

Si chiama Real-Time Face Substitution e l’ha creato un ricercatore spagnolo, Arturo Castro, usando le biblioteche di immagini da sovrapporre preparate da un altro programmatore, Jason Saragih, e il software di comparazione e sovrapposizione di un collega, Kyle McDonald.
Con quest’ultimo, Castro ha cercato di tradurre in un’applicazione alla portata di tutti il lavoro e le righe di codice di Saragih: il risultato è sorprendente, come si vede in questo video.

Faces from arturo castro on Vimeo.



Sul viso di Arturo Castro infatti, senza l’uso di alcun escamotage, vengono sovrapposte le facce dei personaggi più noti. I particolari che cambiano in pochi istanti sono naso, bocca, guance, ma anche carnagione, sopracciglia, occhi, barba e nei. In pochi secondi il suo naso si allarga per diventare quello del presidente Usa Barack Obama, gli zigomi si innalzano e assottigliano per trasformarsi nel profilo fine di Paris Hilton, la mascella si espande e si squadra perfetta come quella di Brad Pitt, le guance diventano paffute e gli occhi si fanno più chiusi per assumere le sembianze, anche solo per un attimo, dello statista cinese Mao Tse Tung. E così via, cambiando connotati tante volte quanti sono i personaggi che Jason Saragih ha analizzato e trasformato in codice binario nella sua biblioteca multimediale di nasi e bocche vip.

Il tutto avviene – ed è qui lo stupore più grande – in diretta video: la “cavia” umana si muove davanti alla videocamera puntata su di sé, si tira le guance, cambia posizione, scrolla il capo o appoggia l’orecchio sulla spalla, e il software lo segue come uno specchio riflesso sul monitor del Pc, incollando il nuovo viso perfettamente sull’originale, come se fosse una seconda pelle. Per la coppia di artisti-tecnici dietro all’esperimento, è una speciale esplorazione di come il virtuale può essere portato all’estremo, fino a quel punto in cui un viso ricreato completamente al computer sia così perfetto da essere anche confuso – almeno per un attimo - con quello vero. Ancora, però, il loro gioco non è disponibile per tutti. Usato in vari atenei in giro per il mondo per fini scientifici, ora aspetta fondi e interessi di un’azienda per diventare il nuovo tormentone da pausa pranzo.