di Marco Agustoni

Guarda gli screenshot di Modern Warfare 3

L’8 novembre Call of Duty: Modern Warfare 3 sbarcherà negli scaffali di videogiochi, dando il via alla propria manovra d’attacco all’interno del mercato dei first-person shooter di guerra. La concorrenza è spietata - basti pensare al rivale Battlefield 3, in uscita il 25 ottobre – ma MW3 ha tutte le carte in regola per vincere la sfida. Del resto, Call of Duty è una delle serie di videogame più amate di sempre. Il segreto di questo successo? Ce lo ha svelato nel corso di un’intervista Glen Schofield, cofondatore di Sledgehammer Games, che ha sviluppato il titolo assieme a Infinity Ward.

Da dove parte Modern Warfare 3?
Dal capitolo precedente: New York è invasa dai russi e la Delta Force cerca di respingere gli aggressori. Ma gli Stati Uniti sono solo l’inizio, perché la guerra si sposta presto in tutte le aree del mondo. E a seconda del campo di battaglia, le ambientazioni e le unità coinvolte cambieranno moltissimo.

Quali sono le novità in questo terzo capitolo di Modern Warfare?
C’è la campagna Single-Player che è più grande e ancora più epica, con sequenze cinematografiche. Ma una delle principali novità è il Survival Mode che avevamo introdotto con Spec Ops, in cui si deve far fronte a gigantesche ondate di nemici che diventano sempre più forti e numerosi, ed è giocabile anche in co-op, sia in split screen che online. Abbiamo modificato il Multiplayer, aggiungendo profili di gioco diversi e permettendo ai giocatori di creare uno stile e un approccio personali. Ora ci sono incentivi per qualunque tipo di giocatore, non solo per gli hardcore player.



Come saranno legate tra loro le diverse modalità di gioco?
Nel nuovo Modern Warfare ci sarà più integrazione tra le diverse modalità. Le mappe del Multiplayer saranno utilizzabili anche nel Survival Mode, così magari uno potrà allenarsi da solo in questa modalità e poi giocare online in una mappa che già conosce.

Quel è la tua modalità preferita?
La mia? Mi piace moltissimo giocare in co-op assieme a un amico in Survival Mode. Ti dà assuefazione, perché vuoi sempre riuscire a resistere fino all’ondata successiva, ti mette davvero alla prova.

Cos’ha avuto di così rivoluzionario la serie Call of Duty, per arrivare a diventare talmente popolare?
Sono convinto che si tratti di quello che chiamo “fun factor”: è davvero facile entrare nel gioco, non c’è bisogno di attesa, mediazioni, né altro. Ci vogliono al massimo cinque minuti per capire come funzionano i controlli e possono giocarci le persone di tutte le età. Non si perde tempo: nel Multiplayer se muori ritorni subito in gioco, mentre in altri titoli magari girovaghi per dieci minuti e poi vieni ucciso da un cecchino, a quel punto devi seguire tutta una lunga procedura per ricominciare e via da capo.

La tua top five dei videogiochi di tutti i tempi?
Andando indietro nel tempo, mi piace molto Gunstar Heroes della Treasure. Poi i primi Counter Strike, la serie di Resistance, Uncharted 2 e Gears of War.