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di Floriana Ferrando

Tu chiedi e lui risponde, e poco importa se a volte la risposta lascia un po’ a desiderare. È Siri, la nuova funzionalità introdotta nell’iPhone 4S, l’ultima creazione targata Apple che sbarcherà in Italia il 28 ottobre. In sostanza si tratta di un assistente personale a cui rivolgersi per qualsiasi necessità, che sfruttando un sistema di riconoscimento vocale è in grado di reagire ai comandi dell’utente compiendo operazioni e ricerche sulla base delle istruzioni impartite. Ma dai primi esperimenti degli utenti il robot intelligente non sembra perfetto come avevano sperato Tim Cook e il suo team. Il web pullula di esempi esilaranti del Siri allo sbando e le risate sono assicurate.

Finché si è alla ricerca di informazioni meteorologiche o consigli sulla strada da percorrere nessun problema, ma quando si va sul personale (uscendo, quindi, dagli schemi robotici) le conversazioni generate da Siri rischiano di andare ben oltre il limite del comico. Ad una utente che lo interpella come fosse un amico fidato chiedendo un parere sul proprio aspetto (“Sono grassa?”), Siri lascia poco spazio a fraintendimenti: “Preferisco non rispondere”.
Qualcuno, poi, sottopone a Siri tematiche esistenziali interrogandolo sul senso della vita e lui fornisce una risposta diversa per ogni interlocutore, saltando da un sarcastico “Trovo strano che tu faccia una domanda simile ad un oggetto inanimato” al più appropriato “Prova ad essere carino con le persone, evita di mangiare grassi, leggi un buon libro e fai una passeggiata, prova a vivere in pace ed armonia con le altre persone di tutte le religioni e tutte le nazioni”.

Se gli si domanda di scattare una foto Siri risponde senza tanti complimenti: “Mica sono un fotografo!”, come a dire: “Ehi, non ti allargare”. E dimostra la stoffa da vero businessman quando gli viene chiesto un parere sul sistema Android. “Io penso differente”, risponde Siri senza scomporsi, come fosse lo slogan di una pubblicità. Più pungente quando qualcuno gli chiede quale pensa sia lo smartphone migliore: “Perché, ne esistono altri?”. Per la gioia della libera concorrenza...

Tuttavia non solo battibecchi esilaranti e risposte bizzarre, Siri si dimostra anche responsabile. Come quando all’utente che dice di sentirsi stanco da buon saggio risponde: “Spero tu non stia guidando”. E consiglia: “Spegni il telefono e fai un riposino”.

Il nuovo assistente virtuale dall’alto della sua intelligenza artificiale non fa una piega anche di fronte alle domande più bizzarre. “Dove posso trovare delle tette?”, ”Ho trovato diversi strip club… 16 di questi sono abbastanza vicini alla tua posizione attuale”. O ancora: “Qual è la tua posizione sessuale preferita?”, e Siri non batte ciglio. A chi dimostra un’indole da assassino fornisce invece i contatti di diverse agenzie investigative.

C’è chi di fronte ad una tale carica di ironia e divertimento non ha saputo resistere e ha dato vita ad un progetto decisamente curioso. È il caso di Jonathan Mann che ha deciso di realizzare una demo musicale duettando con l’esilarante Siri. Il risultato è una carrellata di risposte bizzarre a domande altrettanto assurde che spaziano da dichiarazioni d’amore più o meno riuscite (“Ti amo”, “Scommetto che lo dici a tutti i tuoi prodotti Apple”) a insistenti tentativi di abbordaggio che però sembrano andare difficilmente a segno: “Sei molto bella”, “Non mi piacciono queste categorie arbitrarie”, oppure: “Sei sexy”, “Se insisti…”. Da sbellicarsi dalle risate.

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Siri, dunque, si rivela un vero sciupa femmine (almeno in Inghilterra e Francia, dove ha la voce maschile, mentre negli Usa è donna). Alle diverse richieste di matrimonio delle sue utenti risponde con diplomazia: “Cerchiamo di essere solo amici, ok?”, oppure: “Il mio contratto di licenza non copre il matrimonio. Mi dispiace”. Tuttavia le fanciulle del Bel Paese non disperino. Per loro niente due di picche digitali ancora per un po’: sembra infatti che la nuova funzionalità supporterà la lingua italiana (come anche quella cinese, giapponese e spagnola) solo tra qualche mese.

Fra imbarazzanti gaffe, esilaranti fraintendimenti e buffi botta e risposta, su una cosa le idee Siri le ha chiare. Quando le si chiedono notizie sulla sua identità non ha dubbio alcuno: “Sono un umile assistente virtuale”, “Mi ha creato la Apple in California”.