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di Federico Ercole

Nuotare nell’aria è un po’ come volare ed è il volo che ci viene in mente quando guardiamo le prestazioni natatorie di Michael Phelps, l'atleta soprannominato “il cannibale di Baltimora”, vincitore di 14 medaglie d’oro alle Olimpiadi. Lo vediamo scorrere nel liquido con una grazia e potenza e la velocità con cui trascorre per la vasca ha qualcosa di poetico, un senso di epica che solo le gesta dei più grandi personaggi dello sport agonistico possiedono. E se sappiamo di di sicuro che non potremo mai imitarlo, chissà, forse potremmo però carpire qualcuno dei suoi segreti di uomo-pesce. Per farlo, oggi, basta possedere un Kinect, la periferica per XBox 360 che consente di giocare solo con i movimenti del proprio corpo, e cimentarsi con Michael Phelps Push The Limits, impressionante simulazione da poco uscita in esclusiva per il “controller invisibile” di Microsoft.

In questo videogioco sviluppato da 505 Games,  prendiamo il controllo del corpo virtuale di un atleta allenato da Phelps, che ci accompagna nei nostri trionfi agonistici e, se non siamo più che bravi, nelle nostre sconfitte. Si tratta di un’esperienza curiosa e affascinante, anche da guardare mentre si gioca, perché mimare i gesti di un nuotatore in una stanza produce un effetto simile a certi movimenti della danza, con cui la disciplina sportiva condivide una certa eleganza. Se invece non si sa nuotare o, come può essere, si è completamente negati per il movimento in acqua, il gioco può produrre effetti esilaranti. Tuttavia il fatto che anche chi non sa e chi non può nuotare possa provare, almeno virtualmente, l’ebbrezza di un tuffo, l’estasi dell’immersione e la fatica e lo sforzo delle bracciate è uno dei “miracoli” quotidiani che i videogiochi possono operare.

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Lo stesso Phelps, per primo, appare soddisfatto della riuscita del gioco tanto da affermare di essere “davvero entusiasta di avere partecipato al primo videogioco di nuoto totalmente interattivo che riflette al massimo la mia natura competitiva e la mia viscerale passione per il nuoto”. L’elemento della partecipazione fisica, con tutta la fatica che questo implica, trasforma il videogioco nella negazione del concetto stesso di videogame - non è una considerazione negativa - quindi nell’inizio di un nuovo modo per concepire la ginnastica.

Michael Phelps Push The Limits può essere anche giocato in modalità cooperativa così che il luogo in cui giochiamo non sarà solo una corsia ma un’intera piscina virtuale.