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di Federico Ercole


La casa dovrebbe essere il luogo per eccellenza in cui ci si possa sentire al sicuro, un’oasi di serenità nella vastità del mondo. Non è sempre così, soprattutto nell’immaginario horror, dove tra le mura domestiche o nella profondità di antiche ville si cela sempre qualcosa di spaventoso.
La nuova serie televisiva American Horror Story, che racconta di una spaventosa villa di Los Angeles abitata da una “sfortunata” famiglia, ha riportato in auge il tema delle case maledette, un filone nato in seno alla letteratura gotica con capolavori come Il Giro di Vite di Henry James e la Casa degli Invasati di Shirley Jackson.

I videogame non potevano esimersi dal calare i giocatori in case dello spavento di ogni tipo. Ecco dunque le abitazioni “virtuali” più tetre e paurose del passato remoto, presente e futuro dell’intrattenimento elettronico.

Haunted House - Sviluppato da Atari nel 1982 è il vero precursore di tutte le inquietudini domestiche che popolano i videogiochi. Dobbiamo cercare tre frammenti di un’urna nella casa del terrore di Zachary Graves mentre fantasmi, ragni e pipistrelli ci inseguono al buio. La tenebra è la fonte di paura principale, perché possiamo illuminare gli ambienti solo con la luce della torcia. Mentre si gioca si prova un sottile panico, ignorando cosa ci circonda, finchè la luce non svela di improvviso un aracnide affamato.



Maniac Mansion
- Un’affascinante e sinistra avventura grafica prodotta nel 1987 da Lucas Arts e creata dal geniale Ron Gilbert. Un vero omaggio all’horror di serie B che ci trasporta in una magione che nasconde il laboratorio di un pericoloso scienziato folle. La sua sceneggiatura è impeccabile e si può scegliere tra ben tre personaggi.



Splatterhouse - Nel 1988 questo picchiaduro a scorrimento fu il primo videogame con un “avvertimento” per i suoi contenuti sanguinosi. Era l’alba dello splatter elettronico, ora diventato una prassi. Rick si rifugia in una casa misteriosa dove uno studioso di parapsicologia e maniaco omicida gli rapisce la fidanzata. Grazie al potere di una maschera demoniaca Rick diventa un energumeno in grado di massacrare tutti i tipi di creature che popolano questa casa degli orrori. Splatterhouse ha avuto due seguiti e un remake, non troppo riuscito, nel 2010.



Resident Evil
- Quando si chiude la porta della magione di questo capolavoro di Capcom ci rendiamo conto che la sopravvivenza tra le sue stanze sarà un compito davvero arduo. Pochi proiettili e mostri infetti ovunque: zombi, cani assassini, corvi, mutazioni e addirittura uno squalo bianco in cantina. Ogni corridoio può celare la morte. Mai sprecare le pallottole.



Project Zero - Caso riuscito dell’horror nipponico sul filone di The Ring. In questo videogame del 2001 di Tecmo ci muoviamo per una casa maledetta con una macchina fotografica che è in grado di farci vedere e combattere le terrificanti presenze che si muovono tra pareti e corridoi bui. Ci sono momenti da urlo, mai giocarlo al buio.



Luigi’s Mansion
- Super Mario è stato rapito dagli spettri di una casa fantasma e tocca a Luigi, il fratello meno famoso e vestito di verde, andarlo a salvare con una curiosa macchina aspira-ectoplasma. Il gioco, uscito nel 2002, ovviamente non è spaventoso ed è pieno di momenti spassosi, sebbene, tra un sorriso e l’altro, qualche brivido lo regali. Nel 2012 uscirà un sequel realizzato per il 3DS Nintendo.