FOTOGALLERY: LE MIGLIORI TWEET-TRAME

di Gabriele De Palma

Come si può condensare un'opera letteraria in centoquaranta caratteri? In svariati modi a leggere i tweet pubblicati sotto l’hashtag #twittatrame, con cui l'editore Einaudi – e nella fattispecie chi ne gestisce l'account twitter – ha invitato gli utenti a fare un esercizio di estrema sintesi. A cimentarsi hanno provato in tanti, e molti con risultati sorprendenti e spesso pieni di ironia. Biancaneve? “Una fanciulla schiavizzata da minatori bassi viene liberata da una mela mortale, donata per invidia”. 

OMERO, MANZONI E JOYCE -  I cinguettatori si sono scatenati – i tweet si contano a migliaia – senza risparmiare i classici come l'Iliade, l'Odissea, I promessi sposi ma anche capolavori del novecento di autori come Hemingway, Saramago e Orwell. La maggior parte delle trame inoltre erano sprovviste di titolo, il che rendeva il giochino ancor più attraente. Un utente particolarmente sagace dà però un importante suggerimento nella sua #twittatrama di 1984 di Orwell “Oligarchia totalitaria inventa nemici e neolingue per conservare il potere come unico fine. Non sto parlando dell'Italia”. E per riassumere l'Ulisse di Joyce a Gloria Baldoni di caratteri ne bastano addirittura novanta: “leopold bloom sbriga delle commissioni in giro per Dublino. Poi torna a casa dalla moglie”.

SCRITTORI - Non hanno saputo resistere nemmeno scrittori affermati, come Tito Faraci e il collettivo Wu Ming, oltre naturalmente all'enigmista Stefano Bartezzaghi che in tale tripudio di creatività collettiva ha inviato trame persino in acrostico: “Invitto, L'Irato Achille Debella Ettore”, scatenando una variazione sul tema che ha preso vita a sé.

VARIAZIONI
- Altri anziché romanzi, hanno sintetizzato film, testi di canzoni ed eventi storici passati e contemporanei. E di lì a poco, mentre stava scemando l'eruzione di micro-riassunti, iniziava la nuova sfida: recensire un libro in un tweet. Nome in codice #tweview, crasi di tweet e review. Ma questa è la natura del mezzo, che non solo consente ma incentiva anche i colpi di mano degli utenti, le derive, le biforcazioni. Come ha scritto lo stesso @Einaudieditore: “Un hashtag è come un figlio: provi a dargli un'educazione ma deve farsi strada con le sue gambe nelle TL (timeline, ndr). Non è detto che poi ti assomigli”. Insomma un caso di intelligenza e creatività collettiva degno di nota e che offre un'ottima occasione per una lettura divertente. Nella vastità di riassunti pervenuti c'è davvero l'imbarazzo della scelta ed eleggere i migliori è difficile. Einaudi ne ha pubblicato una selezione sul proprio sito. 

@EINAUDIEDITORE - L'editore torinese peraltro non è nuovo a imprese del genere. In passato ha animato Twitter con iniziative altrettanto sapienti. Come #storiebrevi o #insultidautore, dedicato agli insulti più belli della storia della letteratura, o ancora #dreambooks, in cui si doveva accostare a un titolo celebre un autore improbabile come “Cotto e Mangiato di Hannibal Lecter”. E ogni giorno @Einaudieditore (chi gestisce l'account si cela dietro un'illusionistica identità da Bot) stimola i suoi più di 40mila follower a produrre tweet a tema. Che si tratti dell'anniversario di qualche autore od opera o di qualsiasi altra occasione buona per dare sfogo a quanto di meglio si possa trovare in rete. L'intelligenza, l'arguzia e la partecipazione collettiva.