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di Federico Ercole


Immaginate le cupe atmosfere industriali del film Metropolis di Fritz Lang, le visioni distopiche di 1984 di George Orwell, la tecnologia obsoleta e insieme avveniristica del genere “steampunk” e le ingiustizie sociali del medioevo feudale narrate nei libri di storia. Tutto questo, miscelato dalla fantasia creativa di grandi sviluppatori come Harvey Smith di Deus Ex e Raf  Colantonio di Arx Fatalis, con alle spalle la forza produttiva di Bethesda Softworks, la responsabile di giochi cult come Fallout 3 e di Oblivion e Skyrim, è Dishonored, che uscirà per PS3, Xbox 360 e Pc verso la metà del 2012.

Le prime immagini messe in circolazione ci rivelano un mondo di gioco affascinante e molto curato nel design, realista e nello stesso tempo fumettistico e artisticamente ricercato. Il mondo immaginario, ma non troppo, di Dishonored è un luogo dominato da gerarchie nobiliari dove la gente comune è schiacciata dall’oppressione, dal crimine e dalla violenza, obbligata a vivere in tetri sobborghi, distrutta dal lavoro sfiancante. La tecnologia si basa sull’olio di una specie di balena e sul vapore, dando vita a macchine curiose e affascinanti. Le architetture variano da quelle sporche, disumane e funzionali della rivoluzione industriale a quelle lucenti e sfarzose della grandezza imperiale.

Nel gioco interpreteremo Corvo, una guardia reale dalla fama leggendaria infangata da un’accusa che ne macchia l’onore rendendolo, come suggerisce il titolo, “disonorato”. Ma Corvo non è certo il tipo da restare con le mani in mano, così inizia un viaggio vendicativo che lo porterà a vagare in cerca di vendetta per questo mondo duro, vastissimo e suggestivo. Combatteremo, in prima persona, con spade e coltelli perché Corvo è un maestro nell’utilizzo dell’arma bianca, ma ci sono anche curiose armi da fuoco. Inoltre, il protagonista è in grado di usufruire di alcuni poteri sovrannaturali come rallentare il tempo e prendere il controllo psichico di alcuni animali.

Secondo gli sviluppatori il giocatore potrà scegliere se muoversi silenziosamente, sfruttando la tecniche dell’infiltrazione o lottare all’ultimo sangue contro i nemici. Questi ultimi possono essere sia eliminati definitivamente che messi fuori gioco senza ucciderli, un po’ come avviene nell’ultimo e notevole episodio di Deus Ex, Human Revolution, epopea fantascientifica ispirata ai romanzi di Philip Dick e di Bruce Sterling e William Gibson, inventori del cyberpunk.